Il matrimonio della pop star internazionale Dua Lipa ha puntato i riflettori di tutto il mondo su Palermo, Bagheria e sull’intera Sicilia. Attenzione mediatica che ha scatenato ondate di razzismo giunte sia dai giornali di casa nostra che da quelli di oltremanica.
Per il Telegraph, Bagheria, una delle città ospitanti il grande evento, sarebbe «il covo della mafia siciliana». Solo a seguito delle sacrosante proteste da parte delle istituzioni regionali e del Presidente Schifani il giornale ha deciso di aggiungere il prefisso «ex»: e tante grazie.
Poi il Sun: «Sole, mare e sopranos, il passato brutale dell’isola amato dalle star», a dimostrazione di come al di là della Manica si sprechino le mistificazioni volte a ridurre la millenaria storia della Sicilia alla criminalità organizzata.
Anche Repubblica, come suo solito, non ha potuto esimersi dall’alimentare la retorica razzista: «Palermo velata, la regina danza nella città dei malacarne».
In buona sostanza, ancora una volta, un evento importante che conferma l’attenzione internazionale sulla nostra isola, viene usato come pretesto per gettare fango su un intero popolo.
Ci aspettiamo che tutte le testate, straniere e nostrane, facciano mea culpa. In particolare, i giornali siciliani che vivono di razzismo sulla pelle della propria gente.




