• Autonomia della Corsica: l’Assemblea nazionale approva il progetto di legge costituzionale

    Autonomia della Corsica: l’Assemblea nazionale approva il progetto di legge costituzionale

    L’Assemblea nazionale, camera bassa del Parlamento francese, ha approvato martedì 23 giugno il progetto di legge costituzionale sull’autonomia della Corsica, con 271 voti favorevoli e 202 contrari.

    Il testo è il risultato del “Processo di Beauvau”, ovvero il tavolo di dialogo avviato dal governo francese nel luglio 2023 su richiesta del presidente Emmanuel Macron, in risposta alle proteste successive alla morte in carcere del militante indipendentista corso, Yvan Colonna, nel 2022.

    Nel marzo 2024, il ministro dell’Interno Gérald Darmanin e i rappresentanti corsi hanno raggiunto un’ampia intesa per inserire nella Costituzione francese il riconoscimento di uno statuto di autonomia per la Corsica, successivamente approvato a larga maggioranza dall’Assemblea della Corsica ad Ajaccio, che andrebbe a sostituire l’attuale status di collettività territoriale unica (CTU). Il progetto di legge costituzionale è stato quindi adottato dal Consiglio dei ministri, avviando l’iter parlamentare.

    I deputati hanno approvato all’unanimità alcune disposizioni fondamentali: i futuri poteri della Corsica non si estenderanno alle competenze sovrane dello Stato – difesa, sicurezza, giustizia, moneta e diritto elettorale – e il futuro statuto di autonomia dovrà essere sottoposto all’approvazione degli elettori corsi mediante referendum.

    Il testo, inoltre, riconosce le specificità storiche, culturali, linguistiche e geografiche dell’isola e introduce il nuovo articolo 72-5 della Costituzione: questo prevede che la Corsica possa adattare disposizioni legislative e regolamentari francesi alle proprie specificità o esercitare poteri normativi propri negli ambiti che saranno definiti da una successiva legge organica. Tali competenze potrebbero riguardare settori come la pianificazione territoriale, il turismo e lo sviluppo economico.

    L’adozione definitiva della riforma è lontana dal termine: dopo l’esame da parte del Senato, dove il centrodestra dispone della maggioranza e potrebbe opporre resistenze, l’iter legislativo riprenderà dopo la pausa estiva. Per entrare in vigore, la revisione costituzionale dovrà essere approvata in termini identici dalle due Camere e successivamente ottenere la maggioranza dei tre quinti dei voti espressi dal Parlamento riunito in Congresso.

    Gli effetti concreti della riforma non saranno immediati e difficilmente potranno essere pienamente operativi prima del 2027, ma il riconoscimento di un maggiore grado di decisione per la Corsica rappresenterebbe comunque un passaggio significativo per l’isola stessa: la possibilità di adattare alcune politiche alle proprie caratteristiche territoriali, culturali ed economiche risponde infatti all’esigenza di decisioni più vicine alla realtà locale e sarebbe un passo cruciale per l’intero popolo corso.

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