TRINACRIA

A Palermo sempre il solito tram-tram

È stato bocciato il progetto della nuova linea A del tram, inserito all’interno del Piano Triennale delle Opere Pubbliche della città di Palermo. Il tram, con i suoi 12 milioni già spesi, questa settimana è stato affossato in Consiglio comunale dall’opposizione. L’ennesima debacle di Orlando ci mostra un’amministrazione giunta al capolinea.  


 
L’asse Libertà-Stazione Centrale

Avrebbe dovuto attraversare l'asse centrale della città, costituito da via Roma e via Libertà, la Linea A del Tram, parte dell’ampliamento della rete tranviaria cittadina insieme alle linee B (Notarbartolo-Giachery) e C (Calatafimi-Basile-Stazione Centrale) e ad altri tre futuri ampliamenti.

È stata invece bocciata dal consiglio comunale, con un emendamento approvato in aula il 25 novembre sera, con 21 voti a favore, 9 contrari e 3 astenuti. Contro l’opera si sono espressi i consiglieri di opposizione dei gruppi Italia Viva, Sicilia Futura, Oso, Lega, Fratelli d’Italia, Europa+.

Il progetto, nella sua interezza, prevede un finanziamento da 700 milioni di euro. La pianificazione delle nuove linee era già costata circa 12 milioni di euro tra studio di fattibilità e progettazione definitiva. Lo stralcio della linea A porterà dunque a dover rifare da capo l’iter, ripagando interamente la sua progettazione. Ma secondo la maggioranza, a rischio sarebbe la realizzazione dell’intera opera di ampliamento.


 
A Sala delle Lapidi si vucia e s’abbannia

Durante la seduta del consiglio del 25 novembre, maggioranza e opposizione si sono date battaglia a suon di frecciatine velate e accuse dirette, tanto che il presidente dell’assemblea Orlando, a un certo punto, ha proposto di convocare il prossimo Consiglio comunale al mercato ortofrutticolo. Per la maggioranza la linea A, oltre a essere un progetto già avviato e finanziato, avrebbe costituito un miglioramento importante nella viabilità cittadina, un collegamento del centro con le periferie e un grande risultato in termini di sostenibilità dei trasporti. L’opposizione lo ha additato invece come un progetto che avrebbe paralizzato la città, ritenendo più adatti al centro-città i trasporti sotterranei.  

Dopo la bocciatura, il Sindaco Orlando ha dichiarato che si è trattato di «un atto di irresponsabilità politica che produce danni incalcolabili per la città». L’assessore ai Trasporti Giusto Catania ha invece scritto su Facebook che «si è sacrificato l’interesse pubblico per privilegiare interessi privati e logiche di parte».

Sui social commenta anche Fabrizio Ferrandelli, dell’opposizione, che invece esulta perché «bisognava e bisogna investire nel sottosuolo per la mobilità. Non in superficie. Alleggerire il traffico e non appesantire gli assi viari». Per il gruppo di Italia Viva, «il consiglio comunale non ha fermato il tram, né la linea A, per il semplice fatto che il progetto è ancora in alto mare e non sarebbe comunque arrivato a gara nei tempi previsti, la tratta è stata soltanto stralciata, non eliminata, ma l’arroganza acceca chi blatera d’altro e prova a mascherare i propri fallimenti». Il candidato Sindaco Faraone ha invece affermato di rimpiangere il progetto di metropolitana di Cammarata.


 
L’amministrazione Orlando è giunta al capolinea

Qualche settimana fa i consiglieri comunali di Avanti Insieme, Sinistra Comune, Partito Democratico e Movimento Cinque Stelle hanno occupato per protesta il Consiglio comunale, dopo l'ennesimo stallo sul piano triennale delle opere pubbliche. Come accaduto tante altre volte, anche quel giorno in sala mancava il numero legale. L’opposizione, infatti, da tempo adotta questa strategia per mettere i bastoni tra le ruote – o, come in questo caso, sulle rotaie - all’amministrazione. È già successo, ad esempio, con l’importante Regolamento per il decentramento amministrativo del Comune, in cui si sono sviluppati eventi analoghi. Ma è, in generale, un modus operandi che da tempo paralizza i lavori a Palazzo delle Aquile: l’amministrazione non è più in grado di farsi valere e vive in balia dell’opposizione.

E la querelle sul tram non è di certo casuale. Inaugurata nel 2015, la rete tranviaria urbana è uno dei principali simboli delle ultime amministrazioni Orlando. La bocciatura del progetto diventa emblematica del fallimento di un’intera amministrazione. Con una maggioranza in consiglio comunale che ormai è tale solo di nome, una difficile situazione finanziaria che presto porterà al dissesto, e la recente accusa di falso in bilancio, per Orlando il ventennio da Sindaco non finisce certo nel migliore dei modi.

Per approfondire:

A Palermo sempre il solito tram-tram

È stato bocciato il progetto della nuova linea A del tram, inserito all’interno del Piano Triennale delle Opere Pubbliche della città di Palermo. Il tram, con i suoi 12 milioni già spesi, questa settimana è stato affossato in Consiglio comunale dall’opposizione. L’ennesima debacle di Orlando ci mostra un’amministrazione giunta al capolinea.  


 
L’asse Libertà-Stazione Centrale

Avrebbe dovuto attraversare l'asse centrale della città, costituito da via Roma e via Libertà, la Linea A del Tram, parte dell’ampliamento della rete tranviaria cittadina insieme alle linee B (Notarbartolo-Giachery) e C (Calatafimi-Basile-Stazione Centrale) e ad altri tre futuri ampliamenti.

È stata invece bocciata dal consiglio comunale, con un emendamento approvato in aula il 25 novembre sera, con 21 voti a favore, 9 contrari e 3 astenuti. Contro l’opera si sono espressi i consiglieri di opposizione dei gruppi Italia Viva, Sicilia Futura, Oso, Lega, Fratelli d’Italia, Europa+.

Il progetto, nella sua interezza, prevede un finanziamento da 700 milioni di euro. La pianificazione delle nuove linee era già costata circa 12 milioni di euro tra studio di fattibilità e progettazione definitiva. Lo stralcio della linea A porterà dunque a dover rifare da capo l’iter, ripagando interamente la sua progettazione. Ma secondo la maggioranza, a rischio sarebbe la realizzazione dell’intera opera di ampliamento.


 
A Sala delle Lapidi si vucia e s’abbannia

Durante la seduta del consiglio del 25 novembre, maggioranza e opposizione si sono date battaglia a suon di frecciatine velate e accuse dirette, tanto che il presidente dell’assemblea Orlando, a un certo punto, ha proposto di convocare il prossimo Consiglio comunale al mercato ortofrutticolo. Per la maggioranza la linea A, oltre a essere un progetto già avviato e finanziato, avrebbe costituito un miglioramento importante nella viabilità cittadina, un collegamento del centro con le periferie e un grande risultato in termini di sostenibilità dei trasporti. L’opposizione lo ha additato invece come un progetto che avrebbe paralizzato la città, ritenendo più adatti al centro-città i trasporti sotterranei.  

Dopo la bocciatura, il Sindaco Orlando ha dichiarato che si è trattato di «un atto di irresponsabilità politica che produce danni incalcolabili per la città». L’assessore ai Trasporti Giusto Catania ha invece scritto su Facebook che «si è sacrificato l’interesse pubblico per privilegiare interessi privati e logiche di parte».

Sui social commenta anche Fabrizio Ferrandelli, dell’opposizione, che invece esulta perché «bisognava e bisogna investire nel sottosuolo per la mobilità. Non in superficie. Alleggerire il traffico e non appesantire gli assi viari». Per il gruppo di Italia Viva, «il consiglio comunale non ha fermato il tram, né la linea A, per il semplice fatto che il progetto è ancora in alto mare e non sarebbe comunque arrivato a gara nei tempi previsti, la tratta è stata soltanto stralciata, non eliminata, ma l’arroganza acceca chi blatera d’altro e prova a mascherare i propri fallimenti». Il candidato Sindaco Faraone ha invece affermato di rimpiangere il progetto di metropolitana di Cammarata.


 
L’amministrazione Orlando è giunta al capolinea

Qualche settimana fa i consiglieri comunali di Avanti Insieme, Sinistra Comune, Partito Democratico e Movimento Cinque Stelle hanno occupato per protesta il Consiglio comunale, dopo l'ennesimo stallo sul piano triennale delle opere pubbliche. Come accaduto tante altre volte, anche quel giorno in sala mancava il numero legale. L’opposizione, infatti, da tempo adotta questa strategia per mettere i bastoni tra le ruote – o, come in questo caso, sulle rotaie - all’amministrazione. È già successo, ad esempio, con l’importante Regolamento per il decentramento amministrativo del Comune, in cui si sono sviluppati eventi analoghi. Ma è, in generale, un modus operandi che da tempo paralizza i lavori a Palazzo delle Aquile: l’amministrazione non è più in grado di farsi valere e vive in balia dell’opposizione.

E la querelle sul tram non è di certo casuale. Inaugurata nel 2015, la rete tranviaria urbana è uno dei principali simboli delle ultime amministrazioni Orlando. La bocciatura del progetto diventa emblematica del fallimento di un’intera amministrazione. Con una maggioranza in consiglio comunale che ormai è tale solo di nome, una difficile situazione finanziaria che presto porterà al dissesto, e la recente accusa di falso in bilancio, per Orlando il ventennio da Sindaco non finisce certo nel migliore dei modi.

Per approfondire:

A Palermo sempre il solito tram-tram

È stato bocciato il progetto della nuova linea A del tram, inserito all’interno del Piano Triennale delle Opere Pubbliche della città di Palermo. Il tram, con i suoi 12 milioni già spesi, questa settimana è stato affossato in Consiglio comunale dall’opposizione. L’ennesima debacle di Orlando ci mostra un’amministrazione giunta al capolinea.  


 
L’asse Libertà-Stazione Centrale

Avrebbe dovuto attraversare l'asse centrale della città, costituito da via Roma e via Libertà, la Linea A del Tram, parte dell’ampliamento della rete tranviaria cittadina insieme alle linee B (Notarbartolo-Giachery) e C (Calatafimi-Basile-Stazione Centrale) e ad altri tre futuri ampliamenti.

È stata invece bocciata dal consiglio comunale, con un emendamento approvato in aula il 25 novembre sera, con 21 voti a favore, 9 contrari e 3 astenuti. Contro l’opera si sono espressi i consiglieri di opposizione dei gruppi Italia Viva, Sicilia Futura, Oso, Lega, Fratelli d’Italia, Europa+.

Il progetto, nella sua interezza, prevede un finanziamento da 700 milioni di euro. La pianificazione delle nuove linee era già costata circa 12 milioni di euro tra studio di fattibilità e progettazione definitiva. Lo stralcio della linea A porterà dunque a dover rifare da capo l’iter, ripagando interamente la sua progettazione. Ma secondo la maggioranza, a rischio sarebbe la realizzazione dell’intera opera di ampliamento.


 
A Sala delle Lapidi si vucia e s’abbannia

Durante la seduta del consiglio del 25 novembre, maggioranza e opposizione si sono date battaglia a suon di frecciatine velate e accuse dirette, tanto che il presidente dell’assemblea Orlando, a un certo punto, ha proposto di convocare il prossimo Consiglio comunale al mercato ortofrutticolo. Per la maggioranza la linea A, oltre a essere un progetto già avviato e finanziato, avrebbe costituito un miglioramento importante nella viabilità cittadina, un collegamento del centro con le periferie e un grande risultato in termini di sostenibilità dei trasporti. L’opposizione lo ha additato invece come un progetto che avrebbe paralizzato la città, ritenendo più adatti al centro-città i trasporti sotterranei.  

Dopo la bocciatura, il Sindaco Orlando ha dichiarato che si è trattato di «un atto di irresponsabilità politica che produce danni incalcolabili per la città». L’assessore ai Trasporti Giusto Catania ha invece scritto su Facebook che «si è sacrificato l’interesse pubblico per privilegiare interessi privati e logiche di parte».

Sui social commenta anche Fabrizio Ferrandelli, dell’opposizione, che invece esulta perché «bisognava e bisogna investire nel sottosuolo per la mobilità. Non in superficie. Alleggerire il traffico e non appesantire gli assi viari». Per il gruppo di Italia Viva, «il consiglio comunale non ha fermato il tram, né la linea A, per il semplice fatto che il progetto è ancora in alto mare e non sarebbe comunque arrivato a gara nei tempi previsti, la tratta è stata soltanto stralciata, non eliminata, ma l’arroganza acceca chi blatera d’altro e prova a mascherare i propri fallimenti». Il candidato Sindaco Faraone ha invece affermato di rimpiangere il progetto di metropolitana di Cammarata.


 
L’amministrazione Orlando è giunta al capolinea

Qualche settimana fa i consiglieri comunali di Avanti Insieme, Sinistra Comune, Partito Democratico e Movimento Cinque Stelle hanno occupato per protesta il Consiglio comunale, dopo l'ennesimo stallo sul piano triennale delle opere pubbliche. Come accaduto tante altre volte, anche quel giorno in sala mancava il numero legale. L’opposizione, infatti, da tempo adotta questa strategia per mettere i bastoni tra le ruote – o, come in questo caso, sulle rotaie - all’amministrazione. È già successo, ad esempio, con l’importante Regolamento per il decentramento amministrativo del Comune, in cui si sono sviluppati eventi analoghi. Ma è, in generale, un modus operandi che da tempo paralizza i lavori a Palazzo delle Aquile: l’amministrazione non è più in grado di farsi valere e vive in balia dell’opposizione.

E la querelle sul tram non è di certo casuale. Inaugurata nel 2015, la rete tranviaria urbana è uno dei principali simboli delle ultime amministrazioni Orlando. La bocciatura del progetto diventa emblematica del fallimento di un’intera amministrazione. Con una maggioranza in consiglio comunale che ormai è tale solo di nome, una difficile situazione finanziaria che presto porterà al dissesto, e la recente accusa di falso in bilancio, per Orlando il ventennio da Sindaco non finisce certo nel migliore dei modi.

Per approfondire: