TRINACRIA

10 anni di lotta, avanti No Muos!

2012 - 2022. Quest’anno il Movimento No Muos compie 10 anni di lotta, 10 anni di battaglie contro la base militare americana di Niscemi.

Questione di priorità

L’infrastruttura per le trasmissioni radio navali di Niscemi, in provincia di Caltanissetta, è attiva dal 1991. La stazione radio della marina militare degli Stati Uniti d'America è una delle infrastrutture militari più estese del territorio italiano, comprendendo 1.660.000 metri quadri di terreni boschivi e agricoli. Consiste in un sistema di trasmettitori e antenne a bassa e alta frequenza. Dal 2015 è invece in costruzione il Muos, acronimo di Mobile User Objective System. La costruzione dell’opera è stata annunciata più di un decennio prima dell’inizio dei lavori, nel 2004.

Da allora, il movimento di opposizione ha iniziato a costituirsi, coinvolgendo tutta la comunità di Niscemi e mantenendo sempre un carattere fortemente popolare. In particolare, fin dall’inizio, i comitati furono animati da chi aveva già partecipato alle battaglie contro i missili a Comiso e contro la guerra.

Il ritardo dell’inizio dei lavori fu proprio dovuto alla forte opposizione degli abitanti di Niscemi e della Sicilia in generale. I cittadini di Niscemi non hanno mai accettato il fatto che in un paese dove i tassi di disoccupazione ed emigrazione sono alle stelle, dove manca l’ospedale, le strade e una stazione ferroviaria, ci fosse una base occupante americana. Non hanno mai accettato che nella base l’acqua arrivi tutti i giorni, mentre in paese arriva solo una volta alla settimana.

 

No Muos fino alla vittoria!

La storia vera e propria del Movimento No Muos inizia nel lontano 2012, quando - a seguito del lancio in orbita del primo satellite Muos, del preventivo sequestro da parte del Tribunale della base e del successivo dissequestro - il movimento lanciò un corteo nazionale nell’ottobre di quell’anno. Da quel momento in poi, con il progetto di morte che sembrava sempre più reale, il movimento acquisì sempre più forza e determinazione riuscendo a costruire momenti di conflitto notevoli, nonché a ritardare di diversi anni l’effettiva messa in funzione delle antenne.
Nel 2013 e nel 2014, per ben due volte, a Niscemi, il corteo riuscì a tagliare le reti e invadere la base militare americana, bloccando di fatto le operazioni di guerra.

Il 22 novembre del 2012 fu una giornata importante per la lotta contro la base USA: in contrada Ulmo infatti, a pochi passi dal primo cancello presidiato dai militare Yankee, i No Muos installarono un presidio, inizialmente composto da qualche tenda intorno a un fuoco, che fino ad oggi rappresenta il luogo fisico, d’incontro, di partenza per tutti.

Anche dopo l’inizio dei lavori, il popolo No Muos non si è arreso e a continua ad alimentare l’opposizione alle truppe d’occupazione e al loro impianto di morte. Non c’è stato anno in cui grandi cortei non hanno attraversato la riserva naturale deturpata dalle antenne o le strade di Niscemi, deturpate da abbandono e crisi economica.

 

C’eravamo, ci siamo e ci saremo

Anche quest’anno, nonostante la pandemia, l’8 agosto una grande manifestazione ha attraversato gli aridi sentieri attorno alle basi fino al Cancello 1. In quella occasione, ma sicuramente non per la prima volta, all’opposizione alla base militare si sono aggiunte tante altre rivendicazioni. La storia del movimento infatti è caratterizzata dalla capacità di mettere al centro della critica un insincero modello di sviluppo, che condanna il territorio siciliano a un destino di marginalità economica e sociale, un territorio da sfruttare e avvelenare con opere come questa. Un modello che schiaccia ogni possibilità di autodeterminazione, annullando la possibilità di decidere in cosa investire - se sulla guerra e la morte, o in opere utili, come scuole, ospedali, nel benessere della popolazione.                                   
Questa notte il movimento No Muos è tornato in Sughereta per dare il buon anno alle truppe americane di stanza alla base Muos di Niscemi. Dopo 10 anni di lotta, una lotta che negli anni ha subito ripetutamente la brutale risposta repressiva dallo Stato italiano, i manifestanti hanno lanciato un messaggio di salute del movimento, tagliando alcuni metri di reti ed esponendo uno striscione sui cancelli della base «2012-2022: C'ERAVAMO, CI SIAMO E CI SAREMO SEMPRE!». Un ironico augurio alle truppe di occupazione e un invito rivolto a tutti i siciliani per il prossimo campeggio di lotta dell’estate.

Un messaggio importante per la Sicilia, che in questa fase sta subendo un forte attacco militarista su più fronti. I militari nelle scuole a Catania, il protocollo di intesa tra l’ufficio Regionale Scolastico e l’esercito italiano per i progetti di PCTO, e ancora le promesse di Musumeci ai Marines della base di Sigonella - su cui grava peraltro una minaccia di allargamento con conseguenti espropri di terreni - e l’ipotesi di riapertura della base di addestramento di Punta Izzo ad Augusta.
Sembra che gli interessi di americani e Stato italiano sulla Sicilia portaerei e base di guerra si stiano intensificando e rinnovando. Non resta che accogliere l’invito che arriva da Niscemi, e rinnovare il conflitto contro gli occupanti della nostra terra.

Avanti No Muos.
Avanti popolo siciliano.
Fino alla vittoria!

10 anni di lotta, avanti No Muos!

2012 - 2022. Quest’anno il Movimento No Muos compie 10 anni di lotta, 10 anni di battaglie contro la base militare americana di Niscemi.

Questione di priorità

L’infrastruttura per le trasmissioni radio navali di Niscemi, in provincia di Caltanissetta, è attiva dal 1991. La stazione radio della marina militare degli Stati Uniti d'America è una delle infrastrutture militari più estese del territorio italiano, comprendendo 1.660.000 metri quadri di terreni boschivi e agricoli. Consiste in un sistema di trasmettitori e antenne a bassa e alta frequenza. Dal 2015 è invece in costruzione il Muos, acronimo di Mobile User Objective System. La costruzione dell’opera è stata annunciata più di un decennio prima dell’inizio dei lavori, nel 2004.

Da allora, il movimento di opposizione ha iniziato a costituirsi, coinvolgendo tutta la comunità di Niscemi e mantenendo sempre un carattere fortemente popolare. In particolare, fin dall’inizio, i comitati furono animati da chi aveva già partecipato alle battaglie contro i missili a Comiso e contro la guerra.

Il ritardo dell’inizio dei lavori fu proprio dovuto alla forte opposizione degli abitanti di Niscemi e della Sicilia in generale. I cittadini di Niscemi non hanno mai accettato il fatto che in un paese dove i tassi di disoccupazione ed emigrazione sono alle stelle, dove manca l’ospedale, le strade e una stazione ferroviaria, ci fosse una base occupante americana. Non hanno mai accettato che nella base l’acqua arrivi tutti i giorni, mentre in paese arriva solo una volta alla settimana.

 

No Muos fino alla vittoria!

La storia vera e propria del Movimento No Muos inizia nel lontano 2012, quando - a seguito del lancio in orbita del primo satellite Muos, del preventivo sequestro da parte del Tribunale della base e del successivo dissequestro - il movimento lanciò un corteo nazionale nell’ottobre di quell’anno. Da quel momento in poi, con il progetto di morte che sembrava sempre più reale, il movimento acquisì sempre più forza e determinazione riuscendo a costruire momenti di conflitto notevoli, nonché a ritardare di diversi anni l’effettiva messa in funzione delle antenne.
Nel 2013 e nel 2014, per ben due volte, a Niscemi, il corteo riuscì a tagliare le reti e invadere la base militare americana, bloccando di fatto le operazioni di guerra.

Il 22 novembre del 2012 fu una giornata importante per la lotta contro la base USA: in contrada Ulmo infatti, a pochi passi dal primo cancello presidiato dai militare Yankee, i No Muos installarono un presidio, inizialmente composto da qualche tenda intorno a un fuoco, che fino ad oggi rappresenta il luogo fisico, d’incontro, di partenza per tutti.

Anche dopo l’inizio dei lavori, il popolo No Muos non si è arreso e a continua ad alimentare l’opposizione alle truppe d’occupazione e al loro impianto di morte. Non c’è stato anno in cui grandi cortei non hanno attraversato la riserva naturale deturpata dalle antenne o le strade di Niscemi, deturpate da abbandono e crisi economica.

 

C’eravamo, ci siamo e ci saremo

Anche quest’anno, nonostante la pandemia, l’8 agosto una grande manifestazione ha attraversato gli aridi sentieri attorno alle basi fino al Cancello 1. In quella occasione, ma sicuramente non per la prima volta, all’opposizione alla base militare si sono aggiunte tante altre rivendicazioni. La storia del movimento infatti è caratterizzata dalla capacità di mettere al centro della critica un insincero modello di sviluppo, che condanna il territorio siciliano a un destino di marginalità economica e sociale, un territorio da sfruttare e avvelenare con opere come questa. Un modello che schiaccia ogni possibilità di autodeterminazione, annullando la possibilità di decidere in cosa investire - se sulla guerra e la morte, o in opere utili, come scuole, ospedali, nel benessere della popolazione.                                   
Questa notte il movimento No Muos è tornato in Sughereta per dare il buon anno alle truppe americane di stanza alla base Muos di Niscemi. Dopo 10 anni di lotta, una lotta che negli anni ha subito ripetutamente la brutale risposta repressiva dallo Stato italiano, i manifestanti hanno lanciato un messaggio di salute del movimento, tagliando alcuni metri di reti ed esponendo uno striscione sui cancelli della base «2012-2022: C'ERAVAMO, CI SIAMO E CI SAREMO SEMPRE!». Un ironico augurio alle truppe di occupazione e un invito rivolto a tutti i siciliani per il prossimo campeggio di lotta dell’estate.

Un messaggio importante per la Sicilia, che in questa fase sta subendo un forte attacco militarista su più fronti. I militari nelle scuole a Catania, il protocollo di intesa tra l’ufficio Regionale Scolastico e l’esercito italiano per i progetti di PCTO, e ancora le promesse di Musumeci ai Marines della base di Sigonella - su cui grava peraltro una minaccia di allargamento con conseguenti espropri di terreni - e l’ipotesi di riapertura della base di addestramento di Punta Izzo ad Augusta.
Sembra che gli interessi di americani e Stato italiano sulla Sicilia portaerei e base di guerra si stiano intensificando e rinnovando. Non resta che accogliere l’invito che arriva da Niscemi, e rinnovare il conflitto contro gli occupanti della nostra terra.

Avanti No Muos.
Avanti popolo siciliano.
Fino alla vittoria!

10 anni di lotta, avanti No Muos!

2012 - 2022. Quest’anno il Movimento No Muos compie 10 anni di lotta, 10 anni di battaglie contro la base militare americana di Niscemi.

Questione di priorità

L’infrastruttura per le trasmissioni radio navali di Niscemi, in provincia di Caltanissetta, è attiva dal 1991. La stazione radio della marina militare degli Stati Uniti d'America è una delle infrastrutture militari più estese del territorio italiano, comprendendo 1.660.000 metri quadri di terreni boschivi e agricoli. Consiste in un sistema di trasmettitori e antenne a bassa e alta frequenza. Dal 2015 è invece in costruzione il Muos, acronimo di Mobile User Objective System. La costruzione dell’opera è stata annunciata più di un decennio prima dell’inizio dei lavori, nel 2004.

Da allora, il movimento di opposizione ha iniziato a costituirsi, coinvolgendo tutta la comunità di Niscemi e mantenendo sempre un carattere fortemente popolare. In particolare, fin dall’inizio, i comitati furono animati da chi aveva già partecipato alle battaglie contro i missili a Comiso e contro la guerra.

Il ritardo dell’inizio dei lavori fu proprio dovuto alla forte opposizione degli abitanti di Niscemi e della Sicilia in generale. I cittadini di Niscemi non hanno mai accettato il fatto che in un paese dove i tassi di disoccupazione ed emigrazione sono alle stelle, dove manca l’ospedale, le strade e una stazione ferroviaria, ci fosse una base occupante americana. Non hanno mai accettato che nella base l’acqua arrivi tutti i giorni, mentre in paese arriva solo una volta alla settimana.

 

No Muos fino alla vittoria!

La storia vera e propria del Movimento No Muos inizia nel lontano 2012, quando - a seguito del lancio in orbita del primo satellite Muos, del preventivo sequestro da parte del Tribunale della base e del successivo dissequestro - il movimento lanciò un corteo nazionale nell’ottobre di quell’anno. Da quel momento in poi, con il progetto di morte che sembrava sempre più reale, il movimento acquisì sempre più forza e determinazione riuscendo a costruire momenti di conflitto notevoli, nonché a ritardare di diversi anni l’effettiva messa in funzione delle antenne.
Nel 2013 e nel 2014, per ben due volte, a Niscemi, il corteo riuscì a tagliare le reti e invadere la base militare americana, bloccando di fatto le operazioni di guerra.

Il 22 novembre del 2012 fu una giornata importante per la lotta contro la base USA: in contrada Ulmo infatti, a pochi passi dal primo cancello presidiato dai militare Yankee, i No Muos installarono un presidio, inizialmente composto da qualche tenda intorno a un fuoco, che fino ad oggi rappresenta il luogo fisico, d’incontro, di partenza per tutti.

Anche dopo l’inizio dei lavori, il popolo No Muos non si è arreso e a continua ad alimentare l’opposizione alle truppe d’occupazione e al loro impianto di morte. Non c’è stato anno in cui grandi cortei non hanno attraversato la riserva naturale deturpata dalle antenne o le strade di Niscemi, deturpate da abbandono e crisi economica.

 

C’eravamo, ci siamo e ci saremo

Anche quest’anno, nonostante la pandemia, l’8 agosto una grande manifestazione ha attraversato gli aridi sentieri attorno alle basi fino al Cancello 1. In quella occasione, ma sicuramente non per la prima volta, all’opposizione alla base militare si sono aggiunte tante altre rivendicazioni. La storia del movimento infatti è caratterizzata dalla capacità di mettere al centro della critica un insincero modello di sviluppo, che condanna il territorio siciliano a un destino di marginalità economica e sociale, un territorio da sfruttare e avvelenare con opere come questa. Un modello che schiaccia ogni possibilità di autodeterminazione, annullando la possibilità di decidere in cosa investire - se sulla guerra e la morte, o in opere utili, come scuole, ospedali, nel benessere della popolazione.                                   
Questa notte il movimento No Muos è tornato in Sughereta per dare il buon anno alle truppe americane di stanza alla base Muos di Niscemi. Dopo 10 anni di lotta, una lotta che negli anni ha subito ripetutamente la brutale risposta repressiva dallo Stato italiano, i manifestanti hanno lanciato un messaggio di salute del movimento, tagliando alcuni metri di reti ed esponendo uno striscione sui cancelli della base «2012-2022: C'ERAVAMO, CI SIAMO E CI SAREMO SEMPRE!». Un ironico augurio alle truppe di occupazione e un invito rivolto a tutti i siciliani per il prossimo campeggio di lotta dell’estate.

Un messaggio importante per la Sicilia, che in questa fase sta subendo un forte attacco militarista su più fronti. I militari nelle scuole a Catania, il protocollo di intesa tra l’ufficio Regionale Scolastico e l’esercito italiano per i progetti di PCTO, e ancora le promesse di Musumeci ai Marines della base di Sigonella - su cui grava peraltro una minaccia di allargamento con conseguenti espropri di terreni - e l’ipotesi di riapertura della base di addestramento di Punta Izzo ad Augusta.
Sembra che gli interessi di americani e Stato italiano sulla Sicilia portaerei e base di guerra si stiano intensificando e rinnovando. Non resta che accogliere l’invito che arriva da Niscemi, e rinnovare il conflitto contro gli occupanti della nostra terra.

Avanti No Muos.
Avanti popolo siciliano.
Fino alla vittoria!