TRINACRIA

Gela: in centinaia in piazza per difendere l'Ospedale

Questa mattina si è tenuta a Gela la manifestazione organizzata dal Comitato SOS Ospedale di Gela. Migliaia le persone presenti. Particolarmente grande la partecipazione delle scuole, i cui studenti sono scesi in piazza per sostenere l'iniziativa a difesa del diritto alla salute.

L'Ospedale dalle mille promesse non mantenute

La sesta città più grande della Sicilia, un comprensiorio che tiene dentro circa 130mila abitanti, lasciata senza un presidio medico affidabile. Promesse, perdite di tempo, rassicurazioni, programmi parziali, contentini, palliativi. Questo è quello che la politica regionale è riuscita a garantire alla cittadinanza gelese negli anni. L'Ospedale ha infatti visto un progressivo ridimensionamento tale da portare, nelle settimane scorse, sette pazienti intubati gravi a essere trasferiti a Caltanissetta a causa della chiusura della terapia intensiva. Il viaggio, lo stress e la mancanza di cure tempestive ne ha causato la morte.

Così, i cittadini di Gela hanno deciso di non delegare la loro salute a nessuno. Per tre giorni i membri del Comitato, costituitosi intorno alla difesa dell'Ospedale, hanno montato le tende davanti al Vittorio Emanuele per raccogliere firme a difesa della sanità gelese. 340 fogli riportanti le firme di più di 3mila cittadini gelesi sono stati consegnati in Procura.

Due sono le alternative che il Comitato è disposto ad accogliere: il rispetto del Decreto Assessoriale di riordino ospedaliero del 2019 - che prevedeva 242 posti letto, 17 Unità Operative Complesse, 17 Unità Operative Semplici, 5 Strutture Dipartimentali con relativi medici, infermieri, portantini, ostetrici, tecnici, OSS e OSA - oppure il ritorno all’Azienda Ospedaliera di Gela, staccata da Caltanissetta, con sede amministrativa e legale a Gela.

 

Contro la politica per il diritto alla salute

Quasi un migliaio di cittadini si sono ritrovati questa mattina davanti l'ingresso dell'Ospedale. Grandissima la partecipazione degli studenti, che sono scesi in massa dalle scuole per protestare contro una situazione che colpisce anche e soprattutto loro.

Durante la piazza si è sottolineata la contrarietà alle scelte del governo regionale e all'operato dell'Assessore regionale alla salute Ruggero Razza. Non solo rispetto alle scelte passate, ma anche rispetto alle promesse future: per la città di Gela sarebbe infatti prevista la costruzione di una Casa di comunità tramite i fondi del PNRR sanità; ma la comunità gelese rivendica la necessità di potenziare i servizi ospedalieri e non solo la medicina territoriale, come previsto dal piano.

Non ultimo, i cittadini lamentano come l'assenza di un presidio sanitario sul territorio contribuisca alla sua desertificazione. Una città senza lavoro - dopo la chiusura degli stabilimenti Eni che ha lasciato centinaia di famiglie col portafogli vuoto - e senza servizi, è destinata a svuotarsi. Un problema, questo, comune a tanti paesi siciliani, dove alla carenza di occupazione si accompagna l'assenza di servizi adeguati. Lottare per riappropriarsi di ciò che la politica ci ha sottratto. È questo il messaggio che è emerso forte e chiaro dalla piazza di oggi e per il quale i cittadini gelesi continueranno a mobilitarsi.

Gela: in centinaia in piazza per difendere l'Ospedale

Questa mattina si è tenuta a Gela la manifestazione organizzata dal Comitato SOS Ospedale di Gela. Migliaia le persone presenti. Particolarmente grande la partecipazione delle scuole, i cui studenti sono scesi in piazza per sostenere l'iniziativa a difesa del diritto alla salute.

L'Ospedale dalle mille promesse non mantenute

La sesta città più grande della Sicilia, un comprensiorio che tiene dentro circa 130mila abitanti, lasciata senza un presidio medico affidabile. Promesse, perdite di tempo, rassicurazioni, programmi parziali, contentini, palliativi. Questo è quello che la politica regionale è riuscita a garantire alla cittadinanza gelese negli anni. L'Ospedale ha infatti visto un progressivo ridimensionamento tale da portare, nelle settimane scorse, sette pazienti intubati gravi a essere trasferiti a Caltanissetta a causa della chiusura della terapia intensiva. Il viaggio, lo stress e la mancanza di cure tempestive ne ha causato la morte.

Così, i cittadini di Gela hanno deciso di non delegare la loro salute a nessuno. Per tre giorni i membri del Comitato, costituitosi intorno alla difesa dell'Ospedale, hanno montato le tende davanti al Vittorio Emanuele per raccogliere firme a difesa della sanità gelese. 340 fogli riportanti le firme di più di 3mila cittadini gelesi sono stati consegnati in Procura.

Due sono le alternative che il Comitato è disposto ad accogliere: il rispetto del Decreto Assessoriale di riordino ospedaliero del 2019 - che prevedeva 242 posti letto, 17 Unità Operative Complesse, 17 Unità Operative Semplici, 5 Strutture Dipartimentali con relativi medici, infermieri, portantini, ostetrici, tecnici, OSS e OSA - oppure il ritorno all’Azienda Ospedaliera di Gela, staccata da Caltanissetta, con sede amministrativa e legale a Gela.

 

Contro la politica per il diritto alla salute

Quasi un migliaio di cittadini si sono ritrovati questa mattina davanti l'ingresso dell'Ospedale. Grandissima la partecipazione degli studenti, che sono scesi in massa dalle scuole per protestare contro una situazione che colpisce anche e soprattutto loro.

Durante la piazza si è sottolineata la contrarietà alle scelte del governo regionale e all'operato dell'Assessore regionale alla salute Ruggero Razza. Non solo rispetto alle scelte passate, ma anche rispetto alle promesse future: per la città di Gela sarebbe infatti prevista la costruzione di una Casa di comunità tramite i fondi del PNRR sanità; ma la comunità gelese rivendica la necessità di potenziare i servizi ospedalieri e non solo la medicina territoriale, come previsto dal piano.

Non ultimo, i cittadini lamentano come l'assenza di un presidio sanitario sul territorio contribuisca alla sua desertificazione. Una città senza lavoro - dopo la chiusura degli stabilimenti Eni che ha lasciato centinaia di famiglie col portafogli vuoto - e senza servizi, è destinata a svuotarsi. Un problema, questo, comune a tanti paesi siciliani, dove alla carenza di occupazione si accompagna l'assenza di servizi adeguati. Lottare per riappropriarsi di ciò che la politica ci ha sottratto. È questo il messaggio che è emerso forte e chiaro dalla piazza di oggi e per il quale i cittadini gelesi continueranno a mobilitarsi.

Gela: in centinaia in piazza per difendere l'Ospedale

Questa mattina si è tenuta a Gela la manifestazione organizzata dal Comitato SOS Ospedale di Gela. Migliaia le persone presenti. Particolarmente grande la partecipazione delle scuole, i cui studenti sono scesi in piazza per sostenere l'iniziativa a difesa del diritto alla salute.

L'Ospedale dalle mille promesse non mantenute

La sesta città più grande della Sicilia, un comprensiorio che tiene dentro circa 130mila abitanti, lasciata senza un presidio medico affidabile. Promesse, perdite di tempo, rassicurazioni, programmi parziali, contentini, palliativi. Questo è quello che la politica regionale è riuscita a garantire alla cittadinanza gelese negli anni. L'Ospedale ha infatti visto un progressivo ridimensionamento tale da portare, nelle settimane scorse, sette pazienti intubati gravi a essere trasferiti a Caltanissetta a causa della chiusura della terapia intensiva. Il viaggio, lo stress e la mancanza di cure tempestive ne ha causato la morte.

Così, i cittadini di Gela hanno deciso di non delegare la loro salute a nessuno. Per tre giorni i membri del Comitato, costituitosi intorno alla difesa dell'Ospedale, hanno montato le tende davanti al Vittorio Emanuele per raccogliere firme a difesa della sanità gelese. 340 fogli riportanti le firme di più di 3mila cittadini gelesi sono stati consegnati in Procura.

Due sono le alternative che il Comitato è disposto ad accogliere: il rispetto del Decreto Assessoriale di riordino ospedaliero del 2019 - che prevedeva 242 posti letto, 17 Unità Operative Complesse, 17 Unità Operative Semplici, 5 Strutture Dipartimentali con relativi medici, infermieri, portantini, ostetrici, tecnici, OSS e OSA - oppure il ritorno all’Azienda Ospedaliera di Gela, staccata da Caltanissetta, con sede amministrativa e legale a Gela.

 

Contro la politica per il diritto alla salute

Quasi un migliaio di cittadini si sono ritrovati questa mattina davanti l'ingresso dell'Ospedale. Grandissima la partecipazione degli studenti, che sono scesi in massa dalle scuole per protestare contro una situazione che colpisce anche e soprattutto loro.

Durante la piazza si è sottolineata la contrarietà alle scelte del governo regionale e all'operato dell'Assessore regionale alla salute Ruggero Razza. Non solo rispetto alle scelte passate, ma anche rispetto alle promesse future: per la città di Gela sarebbe infatti prevista la costruzione di una Casa di comunità tramite i fondi del PNRR sanità; ma la comunità gelese rivendica la necessità di potenziare i servizi ospedalieri e non solo la medicina territoriale, come previsto dal piano.

Non ultimo, i cittadini lamentano come l'assenza di un presidio sanitario sul territorio contribuisca alla sua desertificazione. Una città senza lavoro - dopo la chiusura degli stabilimenti Eni che ha lasciato centinaia di famiglie col portafogli vuoto - e senza servizi, è destinata a svuotarsi. Un problema, questo, comune a tanti paesi siciliani, dove alla carenza di occupazione si accompagna l'assenza di servizi adeguati. Lottare per riappropriarsi di ciò che la politica ci ha sottratto. È questo il messaggio che è emerso forte e chiaro dalla piazza di oggi e per il quale i cittadini gelesi continueranno a mobilitarsi.