TRINACRIA

Palermo: gli studenti del liceo Basile protestano per la settimana dello studente






Gli è stata negata la settimana dello studente; o meglio, sono stati concessi solo due giorni - a fronte dei 5 richiesti - a causa della necessità dei professori di svolgere le interrogazioni. È scoppiata così la protesta degli studenti del Liceo Ernesto Basile di Brancaccio, che questa mattina si sono riuniti in assemblea straordinaria all’esterno dell’edificio scolastico, rifiutandosi di entrare nelle classi.

«Veniamo da settimane di mobilitazione studentesca contro l’alternanza scuola-lavoro, contro la nuova maturità, contro questo modello di scuola imposto che ci manda a morire, sfruttati e non pagati, nei posti di lavoro e non ascolta le nostre richieste. Al Basile si è registrata un’altra negazione del diritto allo studio: il consiglio dei docenti vorrebbe imporci di fare la settimana dello studente solo per due giorni e in modalità a distanza» - afferma Andrea Cascino, rappresentante di istituto


Due giorni non bastano

La settimana dello studente è un importante momento dell’anno scolastico in cui i ragazzi si attivano per portare avanti, in maniera autogestita, iniziative per promuovere l’autoformazione su tematiche attuali, spesso non trattate durante le ore ordinarie di lezione. I ragazzi del Basile hanno in mente conferenze sull’ambiente, sull’emigrazione dalla Sicilia, sull’educazione sessuale, sull’utilizzo dei beni comuni; e poi visite a teatro e gite.

«Due giorni non sono chiaramente sufficienti, oltre a rappresentare una palese violazione di un nostro diritto. Inoltre, ci viene imposto di svolgere tutte le attività in modalità telematica, togliendo valore all’autoformazione che è fatta di confronto, contatto e presenza. Ormai si va verso la fine dello stato di emergenza: siamo tutti tornati a seguire la scuola in presenza, ci mandano a teatro anche senza rispettare distanziamento e altre misure. Chiediamo che anche le iniziative della settimana dello studente si svolgano in presenza, in sicurezza. I modi ci sono» - continua Andrea.

Gli studenti chiedono al preside di approvare immediatamente 5 giorni di settimana dello studente in presenza. Avvisano che di fronte a un no, sono intenzionati a proseguire la protesta a oltranza, partendo ugualmente con le attività autogestite all’interno della scuola e impedendo il normale svolgimento delle lezioni.

Palermo: gli studenti del liceo Basile protestano per la settimana dello studente






Gli è stata negata la settimana dello studente; o meglio, sono stati concessi solo due giorni - a fronte dei 5 richiesti - a causa della necessità dei professori di svolgere le interrogazioni. È scoppiata così la protesta degli studenti del Liceo Ernesto Basile di Brancaccio, che questa mattina si sono riuniti in assemblea straordinaria all’esterno dell’edificio scolastico, rifiutandosi di entrare nelle classi.

«Veniamo da settimane di mobilitazione studentesca contro l’alternanza scuola-lavoro, contro la nuova maturità, contro questo modello di scuola imposto che ci manda a morire, sfruttati e non pagati, nei posti di lavoro e non ascolta le nostre richieste. Al Basile si è registrata un’altra negazione del diritto allo studio: il consiglio dei docenti vorrebbe imporci di fare la settimana dello studente solo per due giorni e in modalità a distanza» - afferma Andrea Cascino, rappresentante di istituto


Due giorni non bastano

La settimana dello studente è un importante momento dell’anno scolastico in cui i ragazzi si attivano per portare avanti, in maniera autogestita, iniziative per promuovere l’autoformazione su tematiche attuali, spesso non trattate durante le ore ordinarie di lezione. I ragazzi del Basile hanno in mente conferenze sull’ambiente, sull’emigrazione dalla Sicilia, sull’educazione sessuale, sull’utilizzo dei beni comuni; e poi visite a teatro e gite.

«Due giorni non sono chiaramente sufficienti, oltre a rappresentare una palese violazione di un nostro diritto. Inoltre, ci viene imposto di svolgere tutte le attività in modalità telematica, togliendo valore all’autoformazione che è fatta di confronto, contatto e presenza. Ormai si va verso la fine dello stato di emergenza: siamo tutti tornati a seguire la scuola in presenza, ci mandano a teatro anche senza rispettare distanziamento e altre misure. Chiediamo che anche le iniziative della settimana dello studente si svolgano in presenza, in sicurezza. I modi ci sono» - continua Andrea.

Gli studenti chiedono al preside di approvare immediatamente 5 giorni di settimana dello studente in presenza. Avvisano che di fronte a un no, sono intenzionati a proseguire la protesta a oltranza, partendo ugualmente con le attività autogestite all’interno della scuola e impedendo il normale svolgimento delle lezioni.

Palermo: gli studenti del liceo Basile protestano per la settimana dello studente






Gli è stata negata la settimana dello studente; o meglio, sono stati concessi solo due giorni - a fronte dei 5 richiesti - a causa della necessità dei professori di svolgere le interrogazioni. È scoppiata così la protesta degli studenti del Liceo Ernesto Basile di Brancaccio, che questa mattina si sono riuniti in assemblea straordinaria all’esterno dell’edificio scolastico, rifiutandosi di entrare nelle classi.

«Veniamo da settimane di mobilitazione studentesca contro l’alternanza scuola-lavoro, contro la nuova maturità, contro questo modello di scuola imposto che ci manda a morire, sfruttati e non pagati, nei posti di lavoro e non ascolta le nostre richieste. Al Basile si è registrata un’altra negazione del diritto allo studio: il consiglio dei docenti vorrebbe imporci di fare la settimana dello studente solo per due giorni e in modalità a distanza» - afferma Andrea Cascino, rappresentante di istituto


Due giorni non bastano

La settimana dello studente è un importante momento dell’anno scolastico in cui i ragazzi si attivano per portare avanti, in maniera autogestita, iniziative per promuovere l’autoformazione su tematiche attuali, spesso non trattate durante le ore ordinarie di lezione. I ragazzi del Basile hanno in mente conferenze sull’ambiente, sull’emigrazione dalla Sicilia, sull’educazione sessuale, sull’utilizzo dei beni comuni; e poi visite a teatro e gite.

«Due giorni non sono chiaramente sufficienti, oltre a rappresentare una palese violazione di un nostro diritto. Inoltre, ci viene imposto di svolgere tutte le attività in modalità telematica, togliendo valore all’autoformazione che è fatta di confronto, contatto e presenza. Ormai si va verso la fine dello stato di emergenza: siamo tutti tornati a seguire la scuola in presenza, ci mandano a teatro anche senza rispettare distanziamento e altre misure. Chiediamo che anche le iniziative della settimana dello studente si svolgano in presenza, in sicurezza. I modi ci sono» - continua Andrea.

Gli studenti chiedono al preside di approvare immediatamente 5 giorni di settimana dello studente in presenza. Avvisano che di fronte a un no, sono intenzionati a proseguire la protesta a oltranza, partendo ugualmente con le attività autogestite all’interno della scuola e impedendo il normale svolgimento delle lezioni.