TRINACRIA

Palermo: centinaia di studenti in piazza per lo sciopero del clima

Questa mattina centinaia di studenti sono tornati in piazza a Palermo, sfilando per le strade del centro storico. 
 
«Scendiamo in piazza contro un modello produttivo predatorio che sfrutta le risorse senza preoccuparsi delle conseguenze sulle qualità di vita delle persone. Un sistema che contrappone lavoro e salute, un sistema economico basato su estrazione e uso di combustibili fossili che, come abbiamo visto, causa guerra e conflitti. Vogliamo spingere i governi a interessarsi alla crisi climatica mettendo in campo soluzioni vere che mettano al centro le persone e non più le tasche e i portafogli di pochi» - afferma Adele Furnari di Fridays for future.


People not profit

Gli studenti contestano anche il protocollo firmato dal Comune con Eni su economia circolare, gestione dei rifiuti e sostenibilità ambientale. 
 
«A dicembre 2021 il Comune di Palermo e ANCI Sicilia hanno siglato un protocollo con ENI “finalizzato a valutare congiuntamente la fattibilità di possibili iniziative di divulgazione, formazione, promozione, studio e sperimentazione sul tema dell’economia circolare. Abbiamo a lungo immaginato, e tuttora continuiamo a farlo, come dovrebbe essere una transizione ecologica che si fondi fra gli altri sul pilastro dell’economia circolare. E nel nostro immaginario ENI è l’ultimo dei nostri incubi. Il lungo curriculum di devastazione e corruzione che descrive l’operato di ENI comprende vicende clamorose come il disastro ambientale della piana di Gela, dove ancora oggi si registrano gli effetti della Raffineria sulla salute della popolazione e sull’inquinamento del territorio. O come l’accusa di traffico illecito di rifiuti nel Centro Oli di Viggiano in Basilicata. O ancora l'ecocidio nella valle del Niger.
Perchè le nostre istituzioni locali hanno scelto ENI per divulgare l’economia circolare?» - afferma Giorgio Caruso di Ecologia Politica Palermo.
 
Il corteo ha sfilato per le strade del centro, puntando al Comune. Qui gli studenti hanno provato a sfondare il cordone di polizia posto a salvaguardare l’ingresso del Comune. Momenti di tensione sotto il palazzo. 
 
Chiedono di entrare e raggiungere il sindaco Orlando, accusato di aver firmato un accordo con Eni su economia circolare e sostenibilità annientale.

Fuori Eni dal Comune

«È una vergogna che una multinazionale come Eni metta le zampe sulla nostra città. Vogliamo Eni fuori dal Comune e fuori dalla Sicilia; e che magari ci paghi anche tutti i danni e i disastri che ha provocato» - afferma Giorgio Caruso di Ecologia Politica Palermo.
 
 

Palermo: centinaia di studenti in piazza per lo sciopero del clima

Questa mattina centinaia di studenti sono tornati in piazza a Palermo, sfilando per le strade del centro storico. 
 
«Scendiamo in piazza contro un modello produttivo predatorio che sfrutta le risorse senza preoccuparsi delle conseguenze sulle qualità di vita delle persone. Un sistema che contrappone lavoro e salute, un sistema economico basato su estrazione e uso di combustibili fossili che, come abbiamo visto, causa guerra e conflitti. Vogliamo spingere i governi a interessarsi alla crisi climatica mettendo in campo soluzioni vere che mettano al centro le persone e non più le tasche e i portafogli di pochi» - afferma Adele Furnari di Fridays for future.


People not profit

Gli studenti contestano anche il protocollo firmato dal Comune con Eni su economia circolare, gestione dei rifiuti e sostenibilità ambientale. 
 
«A dicembre 2021 il Comune di Palermo e ANCI Sicilia hanno siglato un protocollo con ENI “finalizzato a valutare congiuntamente la fattibilità di possibili iniziative di divulgazione, formazione, promozione, studio e sperimentazione sul tema dell’economia circolare. Abbiamo a lungo immaginato, e tuttora continuiamo a farlo, come dovrebbe essere una transizione ecologica che si fondi fra gli altri sul pilastro dell’economia circolare. E nel nostro immaginario ENI è l’ultimo dei nostri incubi. Il lungo curriculum di devastazione e corruzione che descrive l’operato di ENI comprende vicende clamorose come il disastro ambientale della piana di Gela, dove ancora oggi si registrano gli effetti della Raffineria sulla salute della popolazione e sull’inquinamento del territorio. O come l’accusa di traffico illecito di rifiuti nel Centro Oli di Viggiano in Basilicata. O ancora l'ecocidio nella valle del Niger.
Perchè le nostre istituzioni locali hanno scelto ENI per divulgare l’economia circolare?» - afferma Giorgio Caruso di Ecologia Politica Palermo.
 
Il corteo ha sfilato per le strade del centro, puntando al Comune. Qui gli studenti hanno provato a sfondare il cordone di polizia posto a salvaguardare l’ingresso del Comune. Momenti di tensione sotto il palazzo. 
 
Chiedono di entrare e raggiungere il sindaco Orlando, accusato di aver firmato un accordo con Eni su economia circolare e sostenibilità annientale.

Fuori Eni dal Comune

«È una vergogna che una multinazionale come Eni metta le zampe sulla nostra città. Vogliamo Eni fuori dal Comune e fuori dalla Sicilia; e che magari ci paghi anche tutti i danni e i disastri che ha provocato» - afferma Giorgio Caruso di Ecologia Politica Palermo.
 
 

Palermo: centinaia di studenti in piazza per lo sciopero del clima

Questa mattina centinaia di studenti sono tornati in piazza a Palermo, sfilando per le strade del centro storico. 
 
«Scendiamo in piazza contro un modello produttivo predatorio che sfrutta le risorse senza preoccuparsi delle conseguenze sulle qualità di vita delle persone. Un sistema che contrappone lavoro e salute, un sistema economico basato su estrazione e uso di combustibili fossili che, come abbiamo visto, causa guerra e conflitti. Vogliamo spingere i governi a interessarsi alla crisi climatica mettendo in campo soluzioni vere che mettano al centro le persone e non più le tasche e i portafogli di pochi» - afferma Adele Furnari di Fridays for future.


People not profit

Gli studenti contestano anche il protocollo firmato dal Comune con Eni su economia circolare, gestione dei rifiuti e sostenibilità ambientale. 
 
«A dicembre 2021 il Comune di Palermo e ANCI Sicilia hanno siglato un protocollo con ENI “finalizzato a valutare congiuntamente la fattibilità di possibili iniziative di divulgazione, formazione, promozione, studio e sperimentazione sul tema dell’economia circolare. Abbiamo a lungo immaginato, e tuttora continuiamo a farlo, come dovrebbe essere una transizione ecologica che si fondi fra gli altri sul pilastro dell’economia circolare. E nel nostro immaginario ENI è l’ultimo dei nostri incubi. Il lungo curriculum di devastazione e corruzione che descrive l’operato di ENI comprende vicende clamorose come il disastro ambientale della piana di Gela, dove ancora oggi si registrano gli effetti della Raffineria sulla salute della popolazione e sull’inquinamento del territorio. O come l’accusa di traffico illecito di rifiuti nel Centro Oli di Viggiano in Basilicata. O ancora l'ecocidio nella valle del Niger.
Perchè le nostre istituzioni locali hanno scelto ENI per divulgare l’economia circolare?» - afferma Giorgio Caruso di Ecologia Politica Palermo.
 
Il corteo ha sfilato per le strade del centro, puntando al Comune. Qui gli studenti hanno provato a sfondare il cordone di polizia posto a salvaguardare l’ingresso del Comune. Momenti di tensione sotto il palazzo. 
 
Chiedono di entrare e raggiungere il sindaco Orlando, accusato di aver firmato un accordo con Eni su economia circolare e sostenibilità annientale.

Fuori Eni dal Comune

«È una vergogna che una multinazionale come Eni metta le zampe sulla nostra città. Vogliamo Eni fuori dal Comune e fuori dalla Sicilia; e che magari ci paghi anche tutti i danni e i disastri che ha provocato» - afferma Giorgio Caruso di Ecologia Politica Palermo.