TRINACRIA

Università e guerra: l’Ateneo di Catania censura il Movimento No Muos

Perché l’Ateneo di Catania ha paura di parlare di guerra? Non si spiegherebbe altrimenti la decisione del Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università di Catania, che ha impedito di presentare l’ultimo dossier del movimento No Muos che si interroga sul rapporto tra il mondo dell’istruzione e della ricerca in Italia con l’apparato militare-industriale. La presentazione del dossier è già in programma in diversi Atenei. L’Università di Catania, però, sembra non gradire l’idea che ci sia qualcuno a raccontare ai suoi studenti le relazioni che l’ateneo stesso ha con l’industria bellica e con gli apparati militari di paesi come Israele, la Turchia e gli Stati Uniti. 


Il comunicato del Movimento No Muos

Il Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Ateneo di Catania ha negato al Movimento No Muos la possibilità di usufruire degli spazi della facoltà per la presentazione del dossier prodotto dal Movimento dal titolo “Università e guerra”.

La motivazione dataci è che si tratterebbe di un’iniziativa politica.

Effettivamente, si tratta di un’iniziativa politica nel senso che mette in luce questioni che riguardano tutti i cittadini e le cittadine e che ha a che fare con gli interessi economici e le complicità che le università italiane hanno con le industrie belliche.

La motivazione che ci è stata data ci fa nascere diversi dubbi che vorremmo venissero pubblicamente chiariti da parte del Disum:

  • Può un Dipartimento di Scienze Umanistiche, ospitante le facoltà di lettere e filosofia non accettare un’iniziativa perché politica? Qual è, allora, il concetto di “politica” che insegnano ai loro studenti e alle loro studentesse?
  • Potrebbe il diniego essere determinato dalla fase storica che stiamo vivendo? Il Disum di Catania quindi si inserisce nella lista delle università che censura la libertà di pensiero e di dibattito?
  • Il diniego potrebbe essere dettato dalla volontà di nascondere un lavoro di ricerca portato avanti da studenti e studentesse catanesi che in maniera spontanea affermano il loro diritto a conoscere cosa accade nell’università italiana?

Il Movimento No Muos – che da anni si batte per lo smantellamento del Muos di Niscemi, per la smilitarizzazione del territorio siciliano e contro la guerra in tutto il mondo – non accetta questo diniego, soprattutto in questa precisa fase storica in cui schierarsi a favore della pace e contro la guerra non è più un’opzione ma un dovere.

Per questo indiciamo una conferenza stampa davanti al Monastero dei benedettini di Catania giorno 3 maggio alle ore 10.30 e per questo invitiamo tutte e tutti a partecipare alla presentazione del dossier “Università e guerra” giorno 9 maggio alle ore 17.00 nel cortile del Monastero dei benedettini di Catania.

Rivendichiamo il nostro diritto a utilizzare i luoghi dell’università, rivendichiamo il nostro diritto a esprimerci contro la guerra!

 

Università e guerra: l’Ateneo di Catania censura il Movimento No Muos

Perché l’Ateneo di Catania ha paura di parlare di guerra? Non si spiegherebbe altrimenti la decisione del Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università di Catania, che ha impedito di presentare l’ultimo dossier del movimento No Muos che si interroga sul rapporto tra il mondo dell’istruzione e della ricerca in Italia con l’apparato militare-industriale. La presentazione del dossier è già in programma in diversi Atenei. L’Università di Catania, però, sembra non gradire l’idea che ci sia qualcuno a raccontare ai suoi studenti le relazioni che l’ateneo stesso ha con l’industria bellica e con gli apparati militari di paesi come Israele, la Turchia e gli Stati Uniti. 


Il comunicato del Movimento No Muos

Il Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Ateneo di Catania ha negato al Movimento No Muos la possibilità di usufruire degli spazi della facoltà per la presentazione del dossier prodotto dal Movimento dal titolo “Università e guerra”.

La motivazione dataci è che si tratterebbe di un’iniziativa politica.

Effettivamente, si tratta di un’iniziativa politica nel senso che mette in luce questioni che riguardano tutti i cittadini e le cittadine e che ha a che fare con gli interessi economici e le complicità che le università italiane hanno con le industrie belliche.

La motivazione che ci è stata data ci fa nascere diversi dubbi che vorremmo venissero pubblicamente chiariti da parte del Disum:

  • Può un Dipartimento di Scienze Umanistiche, ospitante le facoltà di lettere e filosofia non accettare un’iniziativa perché politica? Qual è, allora, il concetto di “politica” che insegnano ai loro studenti e alle loro studentesse?
  • Potrebbe il diniego essere determinato dalla fase storica che stiamo vivendo? Il Disum di Catania quindi si inserisce nella lista delle università che censura la libertà di pensiero e di dibattito?
  • Il diniego potrebbe essere dettato dalla volontà di nascondere un lavoro di ricerca portato avanti da studenti e studentesse catanesi che in maniera spontanea affermano il loro diritto a conoscere cosa accade nell’università italiana?

Il Movimento No Muos – che da anni si batte per lo smantellamento del Muos di Niscemi, per la smilitarizzazione del territorio siciliano e contro la guerra in tutto il mondo – non accetta questo diniego, soprattutto in questa precisa fase storica in cui schierarsi a favore della pace e contro la guerra non è più un’opzione ma un dovere.

Per questo indiciamo una conferenza stampa davanti al Monastero dei benedettini di Catania giorno 3 maggio alle ore 10.30 e per questo invitiamo tutte e tutti a partecipare alla presentazione del dossier “Università e guerra” giorno 9 maggio alle ore 17.00 nel cortile del Monastero dei benedettini di Catania.

Rivendichiamo il nostro diritto a utilizzare i luoghi dell’università, rivendichiamo il nostro diritto a esprimerci contro la guerra!

 

Università e guerra: l’Ateneo di Catania censura il Movimento No Muos

Perché l’Ateneo di Catania ha paura di parlare di guerra? Non si spiegherebbe altrimenti la decisione del Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università di Catania, che ha impedito di presentare l’ultimo dossier del movimento No Muos che si interroga sul rapporto tra il mondo dell’istruzione e della ricerca in Italia con l’apparato militare-industriale. La presentazione del dossier è già in programma in diversi Atenei. L’Università di Catania, però, sembra non gradire l’idea che ci sia qualcuno a raccontare ai suoi studenti le relazioni che l’ateneo stesso ha con l’industria bellica e con gli apparati militari di paesi come Israele, la Turchia e gli Stati Uniti. 


Il comunicato del Movimento No Muos

Il Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Ateneo di Catania ha negato al Movimento No Muos la possibilità di usufruire degli spazi della facoltà per la presentazione del dossier prodotto dal Movimento dal titolo “Università e guerra”.

La motivazione dataci è che si tratterebbe di un’iniziativa politica.

Effettivamente, si tratta di un’iniziativa politica nel senso che mette in luce questioni che riguardano tutti i cittadini e le cittadine e che ha a che fare con gli interessi economici e le complicità che le università italiane hanno con le industrie belliche.

La motivazione che ci è stata data ci fa nascere diversi dubbi che vorremmo venissero pubblicamente chiariti da parte del Disum:

  • Può un Dipartimento di Scienze Umanistiche, ospitante le facoltà di lettere e filosofia non accettare un’iniziativa perché politica? Qual è, allora, il concetto di “politica” che insegnano ai loro studenti e alle loro studentesse?
  • Potrebbe il diniego essere determinato dalla fase storica che stiamo vivendo? Il Disum di Catania quindi si inserisce nella lista delle università che censura la libertà di pensiero e di dibattito?
  • Il diniego potrebbe essere dettato dalla volontà di nascondere un lavoro di ricerca portato avanti da studenti e studentesse catanesi che in maniera spontanea affermano il loro diritto a conoscere cosa accade nell’università italiana?

Il Movimento No Muos – che da anni si batte per lo smantellamento del Muos di Niscemi, per la smilitarizzazione del territorio siciliano e contro la guerra in tutto il mondo – non accetta questo diniego, soprattutto in questa precisa fase storica in cui schierarsi a favore della pace e contro la guerra non è più un’opzione ma un dovere.

Per questo indiciamo una conferenza stampa davanti al Monastero dei benedettini di Catania giorno 3 maggio alle ore 10.30 e per questo invitiamo tutte e tutti a partecipare alla presentazione del dossier “Università e guerra” giorno 9 maggio alle ore 17.00 nel cortile del Monastero dei benedettini di Catania.

Rivendichiamo il nostro diritto a utilizzare i luoghi dell’università, rivendichiamo il nostro diritto a esprimerci contro la guerra!