La protesta degli agricoltori siciliani contro il caro carburante si allarga a macchia d’olio.
Ieri si sono svolti due presidi in contemporanea. Il primo sulla Palermo-Agrigento nei pressi di Bolognetta, organizzato dal movimento Agrisat. Il secondo sulla Catania-Gela all’altezza di Ponte Olivo.
I due sit-in sono animati dalla stessa rabbia e dalle stesse rivendicazioni. I costi di produzione, soprattutto per via del caro gasolio, superano i margini di profitto in quasi tutti i comparti.
Lavorare la terra significa lavorare in perdita: un prezzo inaccettabile per chi vuole vivere con i frutti del proprio impegno e con dignità.
Entrambi i presidi hanno fatto sapere che la protesta andrà avanti anche nei prossimi giorni, fino a quando le istituzioni non inizieranno a mettere sul piatto soluzioni concrete.
Ci schieriamo a fianco di chi protesta per difendere il proprio lavoro e il futuro di questa terra.




