Anche gli olivicoltori si mobilitano contro il caro carburante che ha fatto scendere in piazza mezza Sicilia, ma nel loro caso pesa anche il prezzo al ribasso dell’olio.
Attualmente l’olio d’oliva è arrivato a costare addirittura 6,70€ al litro: troppo poco per rientrare delle enormi spese fatte dagli agricoltori.
Il gioco a ribasso è favorito dall’enorme concorrenza internazionale. Il mercato siciliano è inondato da olio straniero, soprattutto proveniente dalle grandi aziende tunisine e spagnole.
«Dopo due annate caratterizzate da una produzione ridotta, la Spagna ha registrato una forte ripresa, con circa un milione e mezzo di tonnellate di olio nella campagna 2025. Anche la Tunisia, oggi tra i principali produttori mondiali, ha raggiunto un livello record di circa 450 mila tonnellate. Una parte significativa dell’olio tunisino arriva sul mercato italiano, anche attraverso prodotti commercializzati come extravergine. Questo aumenta la pressione sui prezzi e rende più difficile collocare il nostro prodotto»
A dichiararlo è Carmelo Scalia, presidente del Consorzio della filiera olivicola siciliana, a dimostrazione di come siano necessarie misure di protezione per i nostri prodotti, che nulla hanno a che vedere con quelli stranieri anche in termini di qualità. L’alternativa è la scomparsa dell’agricoltura.



