• Un tesoro sommerso arriva a Gela: inaugurato il Museo dei Relitti Greci

    Un tesoro sommerso arriva a Gela: inaugurato il Museo dei Relitti Greci

    La scorsa settimana è stato inaugurato a Gela, nell’area archeologica di Bosco Littorio, il Museo dei relitti greci, una nuova struttura che accoglie uno dei più importanti ritrovamenti archeologici dell’isola.

    Fulcro del percorso espositivo è una nave da carico naufragata 2.500 anni fa e rinvenuta nel 1998 a circa ottocento metri dalla riva gelese. Attorno allo scafo sono esposti i reperti più significativi del prezioso carico – da anfore vinarie e olearie a ceramica attica di grande pregio – testimonianza della fitta rete commerciale nella quale Gela era pienamente inserita e del ruolo strategico che ricopriva nel Mediterraneo antico.

    «La realizzazione di questa grande struttura museale è motivo di orgoglio per la Soprintendenza di Caltanissetta che mi onoro di dirigere – ha dichiarato Daniela Vullo – perché rappresenta il risultato di un intenso lavoro svolto interamente da tecnici interni all’amministrazione. Il relitto greco, tragicamente naufragato 2.500 anni fa al largo della costa di Gela, ha finalmente raggiunto il suo porto e oggi, insieme al suo prezioso carico, si offre ai visitatori restituendo identità ai luoghi e ai cittadini, eredi di una cultura millenaria».

    Una scoperta esemplare che ci restituisce la grandezza di quella che fu una delle principali poleis greche in Sicilia, celebrata da Pindaro, che diede i natali ad Archestrato e presso la quale Eschilo trascorse gli ultimi anni della sua vita. La centralità politica e commerciale di quella Gela “immanis”, come la definì Virgilio, è attestata non solo dall’emporio di Bosco Littorio, ma anche dal ruolo svolto nella fondazione di Akragas (Agrigento) appena 108 anni dopo la sua nascita.

    Il museo, inoltre, è arricchito da una camera immersiva e uno spazio dotato di visori per la realtà virtuale, attraverso i quali il visitatore potrà vivere alcune fasi del “viaggio” dell’imbarcazione: un fiore all’occhiello per il nisseno e per l’intera isola che rappresenta un significativo salto di qualità nella valorizzazione del patrimonio archeologico siciliano attraverso tecniche innovative.

    Con questa apertura, la colonia rodio-cretese restituisce un nuovo tassello della storia antica dell’isola, riaffermando il ruolo della Sicilia quale crocevia di popoli e culture al centro di una fitta rete di connessioni mediterranee.

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