Da diversi giorni il “Comitato dei genitori del CCPM di Taormina” si sta mobilitando contro le incerte sorti del Centro Cardiologico Pediatrico del Mediterraneo di Taormina.
Le prime perplessità sono nate da una nota inviata dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, nella quale si evidenzierebbe la volontà di interrompere la collaborazione con Taormina, “non sussistendo più i presupposti per proseguire proficuamente la vigente convenzione”.
La notizia ha immediatamente allarmato i genitori dei tanti bambini che, negli anni, hanno potuto curarsi a pochi passi da casa in un centro che, anche grazie alla collaborazione con il Bambino Gesù, è diventato un’eccellenza nella cardiochirurgia pediatrica, in Sicilia e non solo.
«Siamo gli stessi genitori – dichiara il Comitato – che negli anni hanno fatto presidi davanti all’ospedale di Taormina, sotto il sole, con i propri figli malati tra le braccia, per richiamare l’attenzione delle istituzioni su un diritto sacrosanto: il diritto alla salute e il diritto a mantenere in Sicilia un centro salvavita per i bambini cardiopatici. Abbiamo lottato allora e siamo pronti a farlo ancora. Perché mentre la politica discute, rinvia, promette e scarica responsabilità, ci sono famiglie che vivono nel terrore di dover tornare alla migrazione sanitaria, ai viaggi disperati fuori regione, alle spese enormi, alle separazioni familiari e a una sofferenza che nessuno dovrebbe affrontare».

L’appello è rivolto innanzitutto alla Regione, affinché si assuma la responsabilità di «garantire continuità terapeutica, chirurgica e assistenziale ai bambini cardiopatici siciliani […] e assicurare la presenza delle professionalità, delle competenze e della collaborazione con il Bambino Gesù necessarie a salvare la vita dei nostri figli».
In questo contesto si inserisce l’incontro svoltosi ieri pomeriggio tra il neoassessore alla Salute Marcello Caruso, il direttore generale dell’Asp di Messina Giuseppe Cuccì e il direttore del Policlinico “Rodolico-San Marco” di Catania, Giorgio Giulio Santoncito, convocato per affrontare la questione.
Al momento, dai primi segnali di interlocuzione sembrerebbe emergere la possibilità di una proroga della convenzione. Tuttavia, secondo quanto dichiarato da Caruso e dal presidente Schifani, l’obiettivo sarebbe quello di trasformare il CCPM di Taormina in un centro autonomo con professionalità locali.
Una prospettiva che, ancora una volta, non coincide con le aspettative del Comitato dei genitori, determinato non solo a difendere la permanenza del Centro, ma anche a garantire la continuità della presenza di quei medici che da anni seguono i loro figli.
Nell’attesa dei prossimi sviluppi, non possiamo che restare al fianco dell’importante battaglia che il Comitato sta portando avanti. Una battaglia che va oltre la vicenda del CCPM di Taormina e che richiama un tema fondamentale, quello del diritto alla salute in Sicilia e del diritto, per tante famiglie, a non essere costrette a lasciare la propria terra per garantire ai propri figli cure adeguate e dignitose.




