• Strategia europea per le isole: cosa cambia per la Sicilia?

    Strategia europea per le isole: cosa cambia per la Sicilia?

    Negli scorsi giorni, l’UE ha finalmente approvato il riconoscimento degli svantaggi derivanti dall’insularità. A questa mossa istituzionale, fortemente voluta dalla Sicilia, ha fatto seguito, per la prima volta nella storia del Continente, una «Strategia per le isole europee» coordinata con un «Piano per le zone costiere». Poche promesse e molte risorse: il pacchetto iniziale previsto è di 1,5 miliardi di euro.

    Ma la parte destinata alla Sicilia dove potrà essere allocata?

    In primo luogo, si agirà sulla connettività interna per la circolazione delle merci. La stessa Regione Siciliana ha stimato che i costi di trasporto in Sicilia sono superiori alla media italiana con differenziali tra il 50,7 e il 58,8 per cento. Il trasporto su gomma è reso impervio da strade fatiscenti, mentre il settore ferroviario non è assolutamente all’altezza per chilometri di ferrovia, quantità e qualità di treni disponibili. La scelta di puntare sul miglioramento dei trasporti intraregionali risulta più che mai assennata. Il secondo campo d’intervento riguarda la demografia. Tra calo delle nascite ed emigrazione galoppante l’isola si sta progressivamente svuotando. Nel frattempo, l’esodo dei giovani laureati fa confluire miliardi di euro fuori dalla Sicilia. Staremo a vedere quali misure l’UE vorrà adottare in concreto per invertire questa tendenza multifattoriale. Dulcis in fundo, da Bruxelles promettono programmi d’investimento per l’efficientamento energetico e per il rafforzamento di uno dei traini dell’economia isolana: quella del mare. Le premesse sembrano decisamente buone, staremo a vedere se, quando e come si tradurranno in realtà.

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