Sull’onda dello sciopero annunciato dagli autotrasportatori sale la temperatura anche nel comparto ittico. Oggi i lavoratori della Federazione Armatori Siciliani si riuniranno in assemblea straordinaria per decidere sul da farsi.
Il malcontento da parte degli impiegati nel settore è dovuto agli alti costi del carburante, che hanno ridotto all’osso i già risicati guadagni della pesca. Nel mirino anche le misure varate dalle istituzioni, considerate un contentino.
I 17 milioni stanziati dalla Regione sono ritenuti insufficienti a tenere in piedi un comparto vessato da rincari, crisi e norme europee sempre più stringenti.
La Federazione Armatori Siciliani, pertanto, ha trasmesso una richiesta urgente di intervento al Presidente della Regione Siciliana, all’Assessore regionale dell’Agricoltura e all’Assessore regionale delle Infrastrutture e della Mobilità.
In caso di mancato riscontro, i pescatori sembrano pronti ad attuare il fermo volontario delle unità o al cambio bandiera, azioni già ventilate durante il rincaro carburante della scorsa primavera.
Vedremo se le istituzioni tenderanno la mano a un settore rilevante per la nostra economia, che dà da mangiare a migliaia di famiglie, ma da tempo entrato in una spirale discendente.




