Studenti e associazioni rimettono in funzione le miniere abbandonate della provincia di Agrigento, riportando alla luce una storia e un’identità dimenticate.
Negli ultimi decenni erano stati erogati alcuni finanziamenti per riqualificazioni e riassestamento, ma la gran parte degli interventi è rimasta incompiuta.
L’Università di Palermo, ad esempio, con il progetto “Il patrimonio svelato” mira proprio a restituire dignità a questi presidi di cultura e identità, coinvolgendo in primo luogo i giovani del territorio.
«Abbiamo iniziato con i corsi sulle tematiche dei siti che gli studenti dovevano adottare, poi abbiamo fatto dei sopralluoghi con docenti e alunni» spiega l’archeologo Luca Zambito, tra i formatori del progetto.
Adesso sono sempre più numerosi gli esempi di cittadini e associazioni che con grande forza di volontà e sacrificio, mantengono viva la memoria dei luoghi del passato.
I giovani non vogliono dimenticare e continuano a dimostrare come – anche nell’assenza delle istituzioni – non abbiamo paura di rimboccarsi le maniche a difesa della propria terra.




