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  • Tafferugli tra disoccupati e polizia davanti l’assessorato al lavoro

    Tafferugli tra disoccupati e polizia davanti l’assessorato al lavoro

    Questa mattina i disoccupati palermitani sono tornati in piazza, davanti l’Assessorato del lavoro, per continuare a manifestare contro l’abolizione del reddito.

    Caos e poche certezze per i percettori 

    Mentre migliaia di famiglie siciliane hanno perso il reddito, i servizi sociali, i centri per l’impiego e le APL versano nel caos. A diversi mesi dall’annuncio della nuova misura che è ora andata a sostituire il Reddito di Cittadinanza per i cosiddetti occupabili, il Sostegno Formazione e Lavoro, regna ancora sovrana la confusione sui passaggi che i disoccupati devono svolgere per poter ottenere i 350€ mensili previsti dal sussidio e sui corsi che dovranno frequentare.
    Nel frattempo, i centri per l’impiego sono intasati, non riuscendo a gestire le centinaia di richieste che gli arrivano ogni giorno sul tavolo.
    «Reddito o lavoro», si legge così sullo striscione che i manifestanti hanno portato in piazza, pretendendo di essere ricevuti dall’assessore che invece non ha risposto al loro appello. Dopo alcune ore di presidio sono scoppiati diversi minuti di tensione con la polizia, schierata a difesa del Palazzo.
    «Lo Stato italiano ha abolito il Reddito di Cittadinanza – attacca Donatella Alfano, ex percettrice – lasciando in mezzo a una strada migliaia di persone, senza preoccuparsi di garantirgli un lavoro. Dove dovremmo trovare i soldi per pagare le bollette, fare la spesa, mandare i figli a scuola? Il Governo ci sta abbandonando».

    La lotta continua 

    I disoccupati di Palermo ormai da mesi scendono in piazza contro l’attacco sferrato dal Governo Meloni, che da un lato taglia sul reddito e la spesa sociale e dall’altro aumenta i finanziamenti alle spese militari e spende milioni per voli di Stato e viaggi di rappresentanza.
    Le persone non vogliono le elemosine – ha affermato Davide Grasso, organizzatore ed esponente di Basta volerlo – più di 30 mila siciliani aspettano l’attivazione dei corsi di formazione o dei PUC per poter ottenere i 350€ dell’SFL. Peccato che il reddito sia stato abolito ormai più di due mesi fa, e il Governo non si è mosso minimamente per far partire i corsi di formazione, senza i quali i disoccupati non hanno diritto a ricevere un bel niente».
    A seguito della manifestazione, i disoccupati hanno finalmente ottenuto l’incontro in Assessorato, dimostrando di essere determinati a non cedere al ricatto del governo e di non essere disposti a emigrare alla ricerca di un posto di lavoro che in Sicilia non gli viene offerto, bensì decisi a continuare a lottare per ottenere una vita dignitosa nella propria terra.


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