TRINACRIA

Martinica e Guadalupa: contro l’obbligo vaccinale, indipendenza!

La Martinica e la Guadalupa, isole delle Antille situate nei Caraibi, stanno mettendo in crisi il controllo del Presidente sul Dipartimento d’oltremare francese. Ciò che ha reso difficile al governo francese la gestione dei territori oltreoceano sono state le ultime contestazioni riguardanti le restrizioni da Covid-19. Due settimane di proteste accese che non sembrano essersi spente del tutto: la tensione è ancora alta e la partita non si è ancora chiusa.

 

Medici e vigili del fuoco contro l’obbligo vaccinale

Lunedì 15 novembre è iniziato uno sciopero generale per la Guadalupa. La mobilitazione è stata lanciata da organizzazioni sindacali e cittadini per solidarizzare con il personale ospedaliero, che chiedeva di condannare chi vuole «impedire ai pazienti di accedere alle cure o agli operatori sanitari di accedere al loro posto di lavoro».

Lo sciopero proclamato dai sindacati è stato dichiarato a tempo indeterminato e riguarda sia la contestazione all’obbligo vaccinale per i lavoratori del settore sanitario sia quella alla certificazione analoga al green pass italiano.
In particolare, il movimento di protesta ha preso vita dalle mobilitazioni contro la vaccinazione obbligatoria per il personale sanitario e per i vigili del fuoco.

Les Abymes, con i suoi 60.000 abitanti, è stato il centro delle rivolte dei contestatori, che hanno bloccato tutte le attività della Guadalupa. Il blocco ha compreso anche l’accesso al Centre Hospitalier Universitarie de la Guadeloupe.
Anche la Martinica – isola famosa per aver dato i natali a Franz Fanon – è stata teatro di dissenso: qui la protesta è iniziata il 22 novembre. Blocchi stradali, scontri e cariche della polizia; barricate e incendi: è stata questa la forma con cui si è espresso il malcontento per le strade.

 

L’emergenza oltre la pandemia: un problema sociale, economico e politico

La contestazione non riguarda solo l’ambito sanitario e la situazione pandemica. Ary Chalus, Presidente del Consiglio Regionale della Guadalupa, ha dichiarato che «questa azione di forza da parte della popolazione non è dovuta solo all’obbligo di vaccinazione, ma anche ai tanti problemi economici del paese».
Secondo l’Institut national de la statistique et des études économiques, nella Guadalupa il 34,5% della popolazione vive al di sotto della soglia di povertà nazionale, con un alto tasso di disoccupazione (19%), soprattutto tra i giovani (35%).

Oltre ai problemi legati alla pandemia, tra le rivendicazioni dei manifestanti troviamo anche salari più alti, riduzione del prezzo della benzina, accesso più diffuso all’acqua potabile, un trattamento più adeguato da parte dello Stato francese.

I mali sembrano quindi essere molto più strutturali di quanto si possa pensare e problemi come l’accesso all’acqua, la disoccupazione giovanile, l’alto costo della vita sono condivisi dale isole d’oltremare, come ha mostrato lo scoppio degli scioperi nelle vicine isole a distanza di pochi giorni.

 

La sfiducia nel sistema sanitario francese

La resistenza all’obbligo vaccinale ha radici profonde legate alla storia e alla cultura locale. In primo luogo, nei Caraibi il ricordo del trattamento che i colonizzatori francesi gli hanno riservato nei secoli è ancora vivo e spinge a insistere per istanze di autonomia, anche in merito alle scelte sui trattamenti sanitari. Lo scontro sull’obbligo vaccinale è un modo per esprimere la rabbia nei confronti dello Stato francese, che tratta tutt’ora gli abitanti dei territori d’oltremare come cittadini di seconda classe.

Inoltre, le popolazioni locali nutrono una profonda sfiducia nei vaccini e nei trattamenti sanitari occidentali: negli anni Settanta le isole sono state al centro dello scandalo legato all’uso di pesticidi tossici, vietati in Francia già da tempo, nelle piantagioni di banane, a cui venivano esposti di rimando anche gli abitanti.

Così, mentre nella Francia continentale il 70% delle persone ha ricevuto la doppia dose di vaccino, nella Guadalupa meno della metà degli adulti è stato vaccinato per la prima volta contro il Coronavirus. Nei Caraibi la medicina tradizionale segue i principi dell’erboristeria: in molti ritengono che le piante possano proteggere dal virus, rafforzando in maniera naturale le difese immunitarie. Per questo, la popolazione è più propensa a credere nell’efficacia di sciroppi a base di erbe che nei vaccini.

 

La risposta del governo francese: rinforzi e non un passo indietro

Davanti alle azioni degli isolani, la repressione non è tardata ad arrivare: arresti e fermi durante le manifestazioni sono avvenuti già dai primi giorni. Dopo la prima settimana, dalla Francia sono stati inviati 50 agenti speciali per gestire la situazione dell’arcipelago. Dal venerdì al martedì, dalle 18 alle 5 del mattino, è stato indetto il coprifuoco, per non permettere il caos notturno.

Maité Hubert M'Toumo, Segretario Generale dell’Unione dei Lavoratori della Guadalupa, ha parlato di «grave attacco alla libertà fondamentale del popolo e al diritto di sciopero», e ha invitato tutti gli attivisti a «continuare le proteste». Dopo l’arrivo dei rinforzi, gli agenti di polizia sono saliti a 2,250 unità.

Dalla Francia, Macron ha parlato di una «piccolissima minoranza» che si oppone alla vaccinazione aggiungendo che «la salute pubblica non deve essere strumentalizzata a fini politici». Il Ministro della Salute francese Olivier Véran ha dichiarato che «il governo non farà un passo indietro sull’obbligo di vaccinazione per gli operatori sanitari». Dalle loro dichiarazioni, le proteste sembrano essere scivolate addosso ai politici francesi.

Diversa è stata invece la reazione pubblica del Ministro per i Territori d’Oltremare Sebastien Lecornu, che venerdì 24 novembre ha dichiarato che la Francia è pronta a discutere dell’autonomia dell’arcipelago della Guadalupa. Le contraddizioni in ambito sanitario, così come quelle in campo economico e sociale, hanno infatti rafforzato le istanze di autonomia e di indipendenza, presenti soprattutto in Martinica.

 

Obbligo vaccinale prorogato al 31 dicembre

Dopo la visita di Lecornu, avvenuta martedì 28 novembre, il governo francese ha deciso di posticipare – sia nelle isole che nella Francia continentale - l’obbligo della vaccinazione al 31 dicembre, per consentire il dialogo con i rappresentanti delle isole caraibiche.
Il Ministro ha anche colto l’occasione per annunciare la proposta del governo centrale per ridurre i tassi di disoccupazione sull’isola e i deficit nell’assistenza pubblica-sociale: il finanziamento di 1000 posti di lavoro per i giovani, come supporto nel settore del no profit, a sostegno degli enti locali e delle associazioni culturali, sportive e ambientali.

Il Senatore della Guadalupa Victorin Lurel ha criticato l’atteggiamento «marziale e autoritario» che ha assunto Lecorn; la Senatrice Jocelyne Guidez ha sottolineato nuovamente la questione dell’autonomia che è stata tolta frettolosamente dal tavolo della discussione.

Per il governo francese, il ristabilimento dell’ordine sta procedendo tramite l’uso della forza e la ricerca di un compromesso sbrigativo. Ma gli abitanti delle isole non sembrano voler accettare il compromesso.

 

 

Martinica e Guadalupa: contro l’obbligo vaccinale, indipendenza!

La Martinica e la Guadalupa, isole delle Antille situate nei Caraibi, stanno mettendo in crisi il controllo del Presidente sul Dipartimento d’oltremare francese. Ciò che ha reso difficile al governo francese la gestione dei territori oltreoceano sono state le ultime contestazioni riguardanti le restrizioni da Covid-19. Due settimane di proteste accese che non sembrano essersi spente del tutto: la tensione è ancora alta e la partita non si è ancora chiusa.

 

Medici e vigili del fuoco contro l’obbligo vaccinale

Lunedì 15 novembre è iniziato uno sciopero generale per la Guadalupa. La mobilitazione è stata lanciata da organizzazioni sindacali e cittadini per solidarizzare con il personale ospedaliero, che chiedeva di condannare chi vuole «impedire ai pazienti di accedere alle cure o agli operatori sanitari di accedere al loro posto di lavoro».

Lo sciopero proclamato dai sindacati è stato dichiarato a tempo indeterminato e riguarda sia la contestazione all’obbligo vaccinale per i lavoratori del settore sanitario sia quella alla certificazione analoga al green pass italiano.
In particolare, il movimento di protesta ha preso vita dalle mobilitazioni contro la vaccinazione obbligatoria per il personale sanitario e per i vigili del fuoco.

Les Abymes, con i suoi 60.000 abitanti, è stato il centro delle rivolte dei contestatori, che hanno bloccato tutte le attività della Guadalupa. Il blocco ha compreso anche l’accesso al Centre Hospitalier Universitarie de la Guadeloupe.
Anche la Martinica – isola famosa per aver dato i natali a Franz Fanon – è stata teatro di dissenso: qui la protesta è iniziata il 22 novembre. Blocchi stradali, scontri e cariche della polizia; barricate e incendi: è stata questa la forma con cui si è espresso il malcontento per le strade.

 

L’emergenza oltre la pandemia: un problema sociale, economico e politico

La contestazione non riguarda solo l’ambito sanitario e la situazione pandemica. Ary Chalus, Presidente del Consiglio Regionale della Guadalupa, ha dichiarato che «questa azione di forza da parte della popolazione non è dovuta solo all’obbligo di vaccinazione, ma anche ai tanti problemi economici del paese».
Secondo l’Institut national de la statistique et des études économiques, nella Guadalupa il 34,5% della popolazione vive al di sotto della soglia di povertà nazionale, con un alto tasso di disoccupazione (19%), soprattutto tra i giovani (35%).

Oltre ai problemi legati alla pandemia, tra le rivendicazioni dei manifestanti troviamo anche salari più alti, riduzione del prezzo della benzina, accesso più diffuso all’acqua potabile, un trattamento più adeguato da parte dello Stato francese.

I mali sembrano quindi essere molto più strutturali di quanto si possa pensare e problemi come l’accesso all’acqua, la disoccupazione giovanile, l’alto costo della vita sono condivisi dale isole d’oltremare, come ha mostrato lo scoppio degli scioperi nelle vicine isole a distanza di pochi giorni.

 

La sfiducia nel sistema sanitario francese

La resistenza all’obbligo vaccinale ha radici profonde legate alla storia e alla cultura locale. In primo luogo, nei Caraibi il ricordo del trattamento che i colonizzatori francesi gli hanno riservato nei secoli è ancora vivo e spinge a insistere per istanze di autonomia, anche in merito alle scelte sui trattamenti sanitari. Lo scontro sull’obbligo vaccinale è un modo per esprimere la rabbia nei confronti dello Stato francese, che tratta tutt’ora gli abitanti dei territori d’oltremare come cittadini di seconda classe.

Inoltre, le popolazioni locali nutrono una profonda sfiducia nei vaccini e nei trattamenti sanitari occidentali: negli anni Settanta le isole sono state al centro dello scandalo legato all’uso di pesticidi tossici, vietati in Francia già da tempo, nelle piantagioni di banane, a cui venivano esposti di rimando anche gli abitanti.

Così, mentre nella Francia continentale il 70% delle persone ha ricevuto la doppia dose di vaccino, nella Guadalupa meno della metà degli adulti è stato vaccinato per la prima volta contro il Coronavirus. Nei Caraibi la medicina tradizionale segue i principi dell’erboristeria: in molti ritengono che le piante possano proteggere dal virus, rafforzando in maniera naturale le difese immunitarie. Per questo, la popolazione è più propensa a credere nell’efficacia di sciroppi a base di erbe che nei vaccini.

 

La risposta del governo francese: rinforzi e non un passo indietro

Davanti alle azioni degli isolani, la repressione non è tardata ad arrivare: arresti e fermi durante le manifestazioni sono avvenuti già dai primi giorni. Dopo la prima settimana, dalla Francia sono stati inviati 50 agenti speciali per gestire la situazione dell’arcipelago. Dal venerdì al martedì, dalle 18 alle 5 del mattino, è stato indetto il coprifuoco, per non permettere il caos notturno.

Maité Hubert M'Toumo, Segretario Generale dell’Unione dei Lavoratori della Guadalupa, ha parlato di «grave attacco alla libertà fondamentale del popolo e al diritto di sciopero», e ha invitato tutti gli attivisti a «continuare le proteste». Dopo l’arrivo dei rinforzi, gli agenti di polizia sono saliti a 2,250 unità.

Dalla Francia, Macron ha parlato di una «piccolissima minoranza» che si oppone alla vaccinazione aggiungendo che «la salute pubblica non deve essere strumentalizzata a fini politici». Il Ministro della Salute francese Olivier Véran ha dichiarato che «il governo non farà un passo indietro sull’obbligo di vaccinazione per gli operatori sanitari». Dalle loro dichiarazioni, le proteste sembrano essere scivolate addosso ai politici francesi.

Diversa è stata invece la reazione pubblica del Ministro per i Territori d’Oltremare Sebastien Lecornu, che venerdì 24 novembre ha dichiarato che la Francia è pronta a discutere dell’autonomia dell’arcipelago della Guadalupa. Le contraddizioni in ambito sanitario, così come quelle in campo economico e sociale, hanno infatti rafforzato le istanze di autonomia e di indipendenza, presenti soprattutto in Martinica.

 

Obbligo vaccinale prorogato al 31 dicembre

Dopo la visita di Lecornu, avvenuta martedì 28 novembre, il governo francese ha deciso di posticipare – sia nelle isole che nella Francia continentale - l’obbligo della vaccinazione al 31 dicembre, per consentire il dialogo con i rappresentanti delle isole caraibiche.
Il Ministro ha anche colto l’occasione per annunciare la proposta del governo centrale per ridurre i tassi di disoccupazione sull’isola e i deficit nell’assistenza pubblica-sociale: il finanziamento di 1000 posti di lavoro per i giovani, come supporto nel settore del no profit, a sostegno degli enti locali e delle associazioni culturali, sportive e ambientali.

Il Senatore della Guadalupa Victorin Lurel ha criticato l’atteggiamento «marziale e autoritario» che ha assunto Lecorn; la Senatrice Jocelyne Guidez ha sottolineato nuovamente la questione dell’autonomia che è stata tolta frettolosamente dal tavolo della discussione.

Per il governo francese, il ristabilimento dell’ordine sta procedendo tramite l’uso della forza e la ricerca di un compromesso sbrigativo. Ma gli abitanti delle isole non sembrano voler accettare il compromesso.

 

 

Martinica e Guadalupa: contro l’obbligo vaccinale, indipendenza!

La Martinica e la Guadalupa, isole delle Antille situate nei Caraibi, stanno mettendo in crisi il controllo del Presidente sul Dipartimento d’oltremare francese. Ciò che ha reso difficile al governo francese la gestione dei territori oltreoceano sono state le ultime contestazioni riguardanti le restrizioni da Covid-19. Due settimane di proteste accese che non sembrano essersi spente del tutto: la tensione è ancora alta e la partita non si è ancora chiusa.

 

Medici e vigili del fuoco contro l’obbligo vaccinale

Lunedì 15 novembre è iniziato uno sciopero generale per la Guadalupa. La mobilitazione è stata lanciata da organizzazioni sindacali e cittadini per solidarizzare con il personale ospedaliero, che chiedeva di condannare chi vuole «impedire ai pazienti di accedere alle cure o agli operatori sanitari di accedere al loro posto di lavoro».

Lo sciopero proclamato dai sindacati è stato dichiarato a tempo indeterminato e riguarda sia la contestazione all’obbligo vaccinale per i lavoratori del settore sanitario sia quella alla certificazione analoga al green pass italiano.
In particolare, il movimento di protesta ha preso vita dalle mobilitazioni contro la vaccinazione obbligatoria per il personale sanitario e per i vigili del fuoco.

Les Abymes, con i suoi 60.000 abitanti, è stato il centro delle rivolte dei contestatori, che hanno bloccato tutte le attività della Guadalupa. Il blocco ha compreso anche l’accesso al Centre Hospitalier Universitarie de la Guadeloupe.
Anche la Martinica – isola famosa per aver dato i natali a Franz Fanon – è stata teatro di dissenso: qui la protesta è iniziata il 22 novembre. Blocchi stradali, scontri e cariche della polizia; barricate e incendi: è stata questa la forma con cui si è espresso il malcontento per le strade.

 

L’emergenza oltre la pandemia: un problema sociale, economico e politico

La contestazione non riguarda solo l’ambito sanitario e la situazione pandemica. Ary Chalus, Presidente del Consiglio Regionale della Guadalupa, ha dichiarato che «questa azione di forza da parte della popolazione non è dovuta solo all’obbligo di vaccinazione, ma anche ai tanti problemi economici del paese».
Secondo l’Institut national de la statistique et des études économiques, nella Guadalupa il 34,5% della popolazione vive al di sotto della soglia di povertà nazionale, con un alto tasso di disoccupazione (19%), soprattutto tra i giovani (35%).

Oltre ai problemi legati alla pandemia, tra le rivendicazioni dei manifestanti troviamo anche salari più alti, riduzione del prezzo della benzina, accesso più diffuso all’acqua potabile, un trattamento più adeguato da parte dello Stato francese.

I mali sembrano quindi essere molto più strutturali di quanto si possa pensare e problemi come l’accesso all’acqua, la disoccupazione giovanile, l’alto costo della vita sono condivisi dale isole d’oltremare, come ha mostrato lo scoppio degli scioperi nelle vicine isole a distanza di pochi giorni.

 

La sfiducia nel sistema sanitario francese

La resistenza all’obbligo vaccinale ha radici profonde legate alla storia e alla cultura locale. In primo luogo, nei Caraibi il ricordo del trattamento che i colonizzatori francesi gli hanno riservato nei secoli è ancora vivo e spinge a insistere per istanze di autonomia, anche in merito alle scelte sui trattamenti sanitari. Lo scontro sull’obbligo vaccinale è un modo per esprimere la rabbia nei confronti dello Stato francese, che tratta tutt’ora gli abitanti dei territori d’oltremare come cittadini di seconda classe.

Inoltre, le popolazioni locali nutrono una profonda sfiducia nei vaccini e nei trattamenti sanitari occidentali: negli anni Settanta le isole sono state al centro dello scandalo legato all’uso di pesticidi tossici, vietati in Francia già da tempo, nelle piantagioni di banane, a cui venivano esposti di rimando anche gli abitanti.

Così, mentre nella Francia continentale il 70% delle persone ha ricevuto la doppia dose di vaccino, nella Guadalupa meno della metà degli adulti è stato vaccinato per la prima volta contro il Coronavirus. Nei Caraibi la medicina tradizionale segue i principi dell’erboristeria: in molti ritengono che le piante possano proteggere dal virus, rafforzando in maniera naturale le difese immunitarie. Per questo, la popolazione è più propensa a credere nell’efficacia di sciroppi a base di erbe che nei vaccini.

 

La risposta del governo francese: rinforzi e non un passo indietro

Davanti alle azioni degli isolani, la repressione non è tardata ad arrivare: arresti e fermi durante le manifestazioni sono avvenuti già dai primi giorni. Dopo la prima settimana, dalla Francia sono stati inviati 50 agenti speciali per gestire la situazione dell’arcipelago. Dal venerdì al martedì, dalle 18 alle 5 del mattino, è stato indetto il coprifuoco, per non permettere il caos notturno.

Maité Hubert M'Toumo, Segretario Generale dell’Unione dei Lavoratori della Guadalupa, ha parlato di «grave attacco alla libertà fondamentale del popolo e al diritto di sciopero», e ha invitato tutti gli attivisti a «continuare le proteste». Dopo l’arrivo dei rinforzi, gli agenti di polizia sono saliti a 2,250 unità.

Dalla Francia, Macron ha parlato di una «piccolissima minoranza» che si oppone alla vaccinazione aggiungendo che «la salute pubblica non deve essere strumentalizzata a fini politici». Il Ministro della Salute francese Olivier Véran ha dichiarato che «il governo non farà un passo indietro sull’obbligo di vaccinazione per gli operatori sanitari». Dalle loro dichiarazioni, le proteste sembrano essere scivolate addosso ai politici francesi.

Diversa è stata invece la reazione pubblica del Ministro per i Territori d’Oltremare Sebastien Lecornu, che venerdì 24 novembre ha dichiarato che la Francia è pronta a discutere dell’autonomia dell’arcipelago della Guadalupa. Le contraddizioni in ambito sanitario, così come quelle in campo economico e sociale, hanno infatti rafforzato le istanze di autonomia e di indipendenza, presenti soprattutto in Martinica.

 

Obbligo vaccinale prorogato al 31 dicembre

Dopo la visita di Lecornu, avvenuta martedì 28 novembre, il governo francese ha deciso di posticipare – sia nelle isole che nella Francia continentale - l’obbligo della vaccinazione al 31 dicembre, per consentire il dialogo con i rappresentanti delle isole caraibiche.
Il Ministro ha anche colto l’occasione per annunciare la proposta del governo centrale per ridurre i tassi di disoccupazione sull’isola e i deficit nell’assistenza pubblica-sociale: il finanziamento di 1000 posti di lavoro per i giovani, come supporto nel settore del no profit, a sostegno degli enti locali e delle associazioni culturali, sportive e ambientali.

Il Senatore della Guadalupa Victorin Lurel ha criticato l’atteggiamento «marziale e autoritario» che ha assunto Lecorn; la Senatrice Jocelyne Guidez ha sottolineato nuovamente la questione dell’autonomia che è stata tolta frettolosamente dal tavolo della discussione.

Per il governo francese, il ristabilimento dell’ordine sta procedendo tramite l’uso della forza e la ricerca di un compromesso sbrigativo. Ma gli abitanti delle isole non sembrano voler accettare il compromesso.