TRINACRIA

Catalogna, attentati 17-A. Lo Stato spagnolo e il terrore dell’indipendenza

Un ex-alto funzionario dei servizi segreti spagnoli, José Manuel Villarejo, ha dichiarato che i Servizi Segreti spagnoli hanno utilizzato gli attentati del 2017 in Spagna per destabilizzare il movimento indipendentista catalano.

 

Una piccola azione di tensione

Durante il processo che lo vede imputato per intercettazioni illegali ai danni di politici e uomini d’affari, José Manuel Villarejo - ex-commissario della polizia spagnola - ha dichiarato che il Centro Nacional de Inteligencia (CNI) è stato coinvolto negli attentati del 17-A a Barcellona e a Cambrils, dove morirono 16 persone.

L’uomo ha accusato i servizi segreti, e in particolare l’allora direttore dell’agenzia, Felix Sanz Roldan, di non avere agito per fermare gli attentati: «Ho continuato a lavorare con il CNI fino all’ultimo giorno. Ho lavorato con loro per cercare di rimediare al disastro del famoso attacco dell’Imam di Ripoll, un grave errore di Sanz Roldán che ha calcolato male le conseguenze di creare una piccola azione di tensione in Catalogna» ha dichiarato.

Gli attacchi avrebbero avuto lo scopo di depotenziare le istanze del movimento indipendentista, rafforzando l’immagine protettiva e di tutela dello Stato spagnolo. Gli attentati avvennero poco più di un mese prima del referendum, pianificato per il 1° ottobre 2017: lo Stato spagnolo ha sempre evitato un’indagine su questo tema. Un anno fa, in un altro processo giudiziario, Villarejo aveva già rivelato che una fonte molto attendibile ha avvisato del possibile rischio di un attacco a Barcellona.

 

L’indipendenza che mette in crisi la forma-Stato

I movimenti indipendentisti catalani avevano a più riprese chiesto l’apertura di una commissione d’inchiesta, sempre respinta dal Pp e dal Psoe. Le dichiarazioni di Villarejo non hanno nulla di incredibile: i servizi segreti dello Stato spagnolo, così come di quello italiano, in più occasioni hanno utilizzato stragi e attentati per criminalizzare movimenti e sedare istanze di rivolta.

Negli anni Sessanta e Settanta in Italia i servizi segreti risposero alla forte ondata di lotte sociali del 1968-69 con le bombe e con le stragi di massa. Oggi a incutere timore alla stabilità della forma-Stato sono i movimenti indipendentisti, che minano l’unità dell’apparato statale e la sua struttura interna – le disuguaglianze territoriali, le gerarchie economiche, i vantaggi geopolitici - nelle sue fondamenta.

Quello che è accaduto in Catalogna non riguarda solo i catalani, ma l’Europa tutta. La questione politica in Europa è la fine della forma-Stato come si è data nel Novecento e la costituzione politica dell’indipendenza. Andalusia, Galizia, Paese Basco e Catalogna sono una minaccia interna per lo Stato spagnolo, messo profondamente in discussione dalle istanze dei movimenti indipendentisti.

La confessione di Villarejo rivela il livello di allerta dello Stato nei confronti delle spinte indipendentiste. La paura che ha voluto generare nel popolo catalano, è il riflesso della paura che prova per la sua stessa sopravvivenza.

Catalogna, attentati 17-A. Lo Stato spagnolo e il terrore dell’indipendenza

Un ex-alto funzionario dei servizi segreti spagnoli, José Manuel Villarejo, ha dichiarato che i Servizi Segreti spagnoli hanno utilizzato gli attentati del 2017 in Spagna per destabilizzare il movimento indipendentista catalano.

 

Una piccola azione di tensione

Durante il processo che lo vede imputato per intercettazioni illegali ai danni di politici e uomini d’affari, José Manuel Villarejo - ex-commissario della polizia spagnola - ha dichiarato che il Centro Nacional de Inteligencia (CNI) è stato coinvolto negli attentati del 17-A a Barcellona e a Cambrils, dove morirono 16 persone.

L’uomo ha accusato i servizi segreti, e in particolare l’allora direttore dell’agenzia, Felix Sanz Roldan, di non avere agito per fermare gli attentati: «Ho continuato a lavorare con il CNI fino all’ultimo giorno. Ho lavorato con loro per cercare di rimediare al disastro del famoso attacco dell’Imam di Ripoll, un grave errore di Sanz Roldán che ha calcolato male le conseguenze di creare una piccola azione di tensione in Catalogna» ha dichiarato.

Gli attacchi avrebbero avuto lo scopo di depotenziare le istanze del movimento indipendentista, rafforzando l’immagine protettiva e di tutela dello Stato spagnolo. Gli attentati avvennero poco più di un mese prima del referendum, pianificato per il 1° ottobre 2017: lo Stato spagnolo ha sempre evitato un’indagine su questo tema. Un anno fa, in un altro processo giudiziario, Villarejo aveva già rivelato che una fonte molto attendibile ha avvisato del possibile rischio di un attacco a Barcellona.

 

L’indipendenza che mette in crisi la forma-Stato

I movimenti indipendentisti catalani avevano a più riprese chiesto l’apertura di una commissione d’inchiesta, sempre respinta dal Pp e dal Psoe. Le dichiarazioni di Villarejo non hanno nulla di incredibile: i servizi segreti dello Stato spagnolo, così come di quello italiano, in più occasioni hanno utilizzato stragi e attentati per criminalizzare movimenti e sedare istanze di rivolta.

Negli anni Sessanta e Settanta in Italia i servizi segreti risposero alla forte ondata di lotte sociali del 1968-69 con le bombe e con le stragi di massa. Oggi a incutere timore alla stabilità della forma-Stato sono i movimenti indipendentisti, che minano l’unità dell’apparato statale e la sua struttura interna – le disuguaglianze territoriali, le gerarchie economiche, i vantaggi geopolitici - nelle sue fondamenta.

Quello che è accaduto in Catalogna non riguarda solo i catalani, ma l’Europa tutta. La questione politica in Europa è la fine della forma-Stato come si è data nel Novecento e la costituzione politica dell’indipendenza. Andalusia, Galizia, Paese Basco e Catalogna sono una minaccia interna per lo Stato spagnolo, messo profondamente in discussione dalle istanze dei movimenti indipendentisti.

La confessione di Villarejo rivela il livello di allerta dello Stato nei confronti delle spinte indipendentiste. La paura che ha voluto generare nel popolo catalano, è il riflesso della paura che prova per la sua stessa sopravvivenza.

Catalogna, attentati 17-A. Lo Stato spagnolo e il terrore dell’indipendenza

Un ex-alto funzionario dei servizi segreti spagnoli, José Manuel Villarejo, ha dichiarato che i Servizi Segreti spagnoli hanno utilizzato gli attentati del 2017 in Spagna per destabilizzare il movimento indipendentista catalano.

 

Una piccola azione di tensione

Durante il processo che lo vede imputato per intercettazioni illegali ai danni di politici e uomini d’affari, José Manuel Villarejo - ex-commissario della polizia spagnola - ha dichiarato che il Centro Nacional de Inteligencia (CNI) è stato coinvolto negli attentati del 17-A a Barcellona e a Cambrils, dove morirono 16 persone.

L’uomo ha accusato i servizi segreti, e in particolare l’allora direttore dell’agenzia, Felix Sanz Roldan, di non avere agito per fermare gli attentati: «Ho continuato a lavorare con il CNI fino all’ultimo giorno. Ho lavorato con loro per cercare di rimediare al disastro del famoso attacco dell’Imam di Ripoll, un grave errore di Sanz Roldán che ha calcolato male le conseguenze di creare una piccola azione di tensione in Catalogna» ha dichiarato.

Gli attacchi avrebbero avuto lo scopo di depotenziare le istanze del movimento indipendentista, rafforzando l’immagine protettiva e di tutela dello Stato spagnolo. Gli attentati avvennero poco più di un mese prima del referendum, pianificato per il 1° ottobre 2017: lo Stato spagnolo ha sempre evitato un’indagine su questo tema. Un anno fa, in un altro processo giudiziario, Villarejo aveva già rivelato che una fonte molto attendibile ha avvisato del possibile rischio di un attacco a Barcellona.

 

L’indipendenza che mette in crisi la forma-Stato

I movimenti indipendentisti catalani avevano a più riprese chiesto l’apertura di una commissione d’inchiesta, sempre respinta dal Pp e dal Psoe. Le dichiarazioni di Villarejo non hanno nulla di incredibile: i servizi segreti dello Stato spagnolo, così come di quello italiano, in più occasioni hanno utilizzato stragi e attentati per criminalizzare movimenti e sedare istanze di rivolta.

Negli anni Sessanta e Settanta in Italia i servizi segreti risposero alla forte ondata di lotte sociali del 1968-69 con le bombe e con le stragi di massa. Oggi a incutere timore alla stabilità della forma-Stato sono i movimenti indipendentisti, che minano l’unità dell’apparato statale e la sua struttura interna – le disuguaglianze territoriali, le gerarchie economiche, i vantaggi geopolitici - nelle sue fondamenta.

Quello che è accaduto in Catalogna non riguarda solo i catalani, ma l’Europa tutta. La questione politica in Europa è la fine della forma-Stato come si è data nel Novecento e la costituzione politica dell’indipendenza. Andalusia, Galizia, Paese Basco e Catalogna sono una minaccia interna per lo Stato spagnolo, messo profondamente in discussione dalle istanze dei movimenti indipendentisti.

La confessione di Villarejo rivela il livello di allerta dello Stato nei confronti delle spinte indipendentiste. La paura che ha voluto generare nel popolo catalano, è il riflesso della paura che prova per la sua stessa sopravvivenza.