TRINACRIA

Galizia: in piazza contro un modello energetico predatorio

Lo scorso sabato, in occasione della Giornata dell'Ambiente, il Coordinamento Eólica Así Non ha riempito Piazza dell’Obradoiro, a Santiago de Compostela, con una grande manifestazione di singoli e di collettivi che rivendicavano un modello energetico alternativo per la Galizia, sotto lo slogan "Abbiamo un'alternativa! Per un'energia giusta e sostenibile. Per un'energia da e per il popolo”.  
 
Diverse migliaia di manifestanti, provenienti da tutta la Galizia, e più di 200 collettivi e gruppi ambientalisti, culturali, di quartiere, sindacali, comunali e politici, si sono uniti alla protesta a Santiago de Compostela per chiedere con forza al governo regionale e allo Stato spagnolo un'alternativa più giusta ed ecologica all'attuale modello predatorio e coloniale di transizione energetica, guidato dalle grandi multinazionali.
 
I membri del coordinamento Eólica Así Non, riuniti nel parco dell'Alameda di Compostela alle 12 - da dove è partita la marcia – affermavano che «questo è il momento di rompere con la logica capitalista di produzione e consumo di energia, basata sulla distruzione dell'ambiente, sul saccheggio delle risorse e sulla produzione intensiva e centralizzata di energia da parte di un oligopolio energetico che tiene prigioniera la società al servizio degli interessi privati». Hanno denunciato che questo modello predatorio, tipico del sistema di produzione di energia fossile, è ora destinato ad affermarsi come modello dominante nell'implementazione delle energie rinnovabili, mantenendo così il ruolo della Galizia come fornitore di energia a basso costo per soddisfare la domanda di altri non-territori produttori e iperconsumatori, sacrificando l’ambiente.

 
Le vittime dell’invasione eolica presentano un’alternativa

Il coordinamento ha completato la presentazione delle proprie affermazioni con la lettura del manifesto "Abbiamo un'alternativa!" in Piazza dell’Obradoiro, letto da alcuni rappresentanti di piattaforme locali e di settori che stanno soffrendo in modo più diretto e imminente la minaccia dell'attuale invasione eolica: ci sono in ballo più di 300 macro-progetti eolici per tutta la regione. Portavoce di gruppi - come la Piattaforma per la Difesa della Pesca e degli Ecosistemi Marini, l'Organizzazione Galiziana del bosco di quartiere, la Rete del patrimonio - e piattaforme locali per le persone colpite in aree specifiche - come Terra Chá, Val do Dubra e A Baña, Ortegal, Terras do Mandeo, Mondoñedo o Macizo Central a Ourense - hanno trattato i 9 principi su cui Eólica Así Non basa la sua proposta energetica.
 
Questa alternativa, concordata da un'ampia gamma di gruppi rappresentativi galiziani di diversi campi e preoccupazioni sociali, pone la protezione dell'ambiente alla base dell'attuale transizione ecologica, facendo appello al rigoroso rispetto delle normative ambientali e all'espansione degli spazi naturali protetti, sia sulla terraferma che in mare, dove la biodiversità e la pesca sono tutt'ora minacciate anche dalle mareggiate. I gruppi richiedono un modello energetico che rispetti il patrimonio culturale e non comprometta l’indipendenza alimentare della Galizia né l'approvvigionamento di generi alimentari di prima necessità per la popolazione in futuro. Reclamano inoltre l'indipendenza energetica dei galiziani e il diritto dei cittadini e della pubblica amministrazione a partecipare alla gestione diretta della domanda e alla produzione di elettricità con obiettivi di efficacia ambientale e sociale. Il manifesto "Abbiamo un'alternativa!" esorta a dare priorità al risparmio e all'efficienza energetica rispetto all'aumento della produzione, dato che la Galizia ha già raggiunto gli obiettivi di produzione elettrica rinnovabile comunitari e statali - che dovevano essere raggiunti entro il 2030 - ed esporta già circa il 30% dell'elettricità che produce. 
 Gli enti partecipanti alla manifestazione hanno ricordato che la pianificazione eolica della Galizia è obsoleta e che manca di garanzie sociali e ambientali. Per questo motivo, hanno chiesto ancora una volta la progettazione di una pianificazione energetica a fini socio-ambientali, elaborata a partire dalla cittadinanza attiva, con l'obiettivo di far prevalere l'interesse pubblico su quello privato e considerando l'energia come bene fondamentale per la società. 
 

La denuncia al governo regionale della Galizia e allo Stato spagnolo per aver violato la legge democratica 

La lettura del manifesto si è conclusa con una denuncia alla Xunta e al Governo per aver promosso continue riforme legislative come misure d'emergenza e senza consultazione pubblica, con l'obiettivo di favorire i fornitori di energia e a scapito del taglio delle garanzie ambientali e della partecipazione democratica. 
I gruppi e i collettivi hanno ricordato che la giustizia ha già dichiarato illegali alcune sue modifiche normative, costringendo il governo galiziano a rettificare e rispettare le leggi in vigore. «Continueremo a dimostrare in tribunale che abbiamo ragione e cercheremo la responsabilità penale. Il sistema è corrotto» - hanno avvertito le piattaforme di chi è stato colpito dalle circostanze. Il coordinamento Eólica Así Non ha anche espresso l'intenzione di continuare a espandere questo grande movimento sociale e di mobilitare il paese per garantire che la Galizia abbia un modello energetico razionale, sostenibile e più giusto nei confronti del suo territorio e della sua gente. 
Infine l'attrice Isabel Risco e la narratrice Lois Pérez, hanno chiuso la protesta al grido di "Abbiamo un'alternativa, abbiamo un futuro!", "Energia da e per il popolo!”. Al termine, il gruppo “Cuarteto de Barbude” ha interpretato l'inno galiziano.
 

Galizia: in piazza contro un modello energetico predatorio

Lo scorso sabato, in occasione della Giornata dell'Ambiente, il Coordinamento Eólica Así Non ha riempito Piazza dell’Obradoiro, a Santiago de Compostela, con una grande manifestazione di singoli e di collettivi che rivendicavano un modello energetico alternativo per la Galizia, sotto lo slogan "Abbiamo un'alternativa! Per un'energia giusta e sostenibile. Per un'energia da e per il popolo”.  
 
Diverse migliaia di manifestanti, provenienti da tutta la Galizia, e più di 200 collettivi e gruppi ambientalisti, culturali, di quartiere, sindacali, comunali e politici, si sono uniti alla protesta a Santiago de Compostela per chiedere con forza al governo regionale e allo Stato spagnolo un'alternativa più giusta ed ecologica all'attuale modello predatorio e coloniale di transizione energetica, guidato dalle grandi multinazionali.
 
I membri del coordinamento Eólica Así Non, riuniti nel parco dell'Alameda di Compostela alle 12 - da dove è partita la marcia – affermavano che «questo è il momento di rompere con la logica capitalista di produzione e consumo di energia, basata sulla distruzione dell'ambiente, sul saccheggio delle risorse e sulla produzione intensiva e centralizzata di energia da parte di un oligopolio energetico che tiene prigioniera la società al servizio degli interessi privati». Hanno denunciato che questo modello predatorio, tipico del sistema di produzione di energia fossile, è ora destinato ad affermarsi come modello dominante nell'implementazione delle energie rinnovabili, mantenendo così il ruolo della Galizia come fornitore di energia a basso costo per soddisfare la domanda di altri non-territori produttori e iperconsumatori, sacrificando l’ambiente.

 
Le vittime dell’invasione eolica presentano un’alternativa

Il coordinamento ha completato la presentazione delle proprie affermazioni con la lettura del manifesto "Abbiamo un'alternativa!" in Piazza dell’Obradoiro, letto da alcuni rappresentanti di piattaforme locali e di settori che stanno soffrendo in modo più diretto e imminente la minaccia dell'attuale invasione eolica: ci sono in ballo più di 300 macro-progetti eolici per tutta la regione. Portavoce di gruppi - come la Piattaforma per la Difesa della Pesca e degli Ecosistemi Marini, l'Organizzazione Galiziana del bosco di quartiere, la Rete del patrimonio - e piattaforme locali per le persone colpite in aree specifiche - come Terra Chá, Val do Dubra e A Baña, Ortegal, Terras do Mandeo, Mondoñedo o Macizo Central a Ourense - hanno trattato i 9 principi su cui Eólica Así Non basa la sua proposta energetica.
 
Questa alternativa, concordata da un'ampia gamma di gruppi rappresentativi galiziani di diversi campi e preoccupazioni sociali, pone la protezione dell'ambiente alla base dell'attuale transizione ecologica, facendo appello al rigoroso rispetto delle normative ambientali e all'espansione degli spazi naturali protetti, sia sulla terraferma che in mare, dove la biodiversità e la pesca sono tutt'ora minacciate anche dalle mareggiate. I gruppi richiedono un modello energetico che rispetti il patrimonio culturale e non comprometta l’indipendenza alimentare della Galizia né l'approvvigionamento di generi alimentari di prima necessità per la popolazione in futuro. Reclamano inoltre l'indipendenza energetica dei galiziani e il diritto dei cittadini e della pubblica amministrazione a partecipare alla gestione diretta della domanda e alla produzione di elettricità con obiettivi di efficacia ambientale e sociale. Il manifesto "Abbiamo un'alternativa!" esorta a dare priorità al risparmio e all'efficienza energetica rispetto all'aumento della produzione, dato che la Galizia ha già raggiunto gli obiettivi di produzione elettrica rinnovabile comunitari e statali - che dovevano essere raggiunti entro il 2030 - ed esporta già circa il 30% dell'elettricità che produce. 
 Gli enti partecipanti alla manifestazione hanno ricordato che la pianificazione eolica della Galizia è obsoleta e che manca di garanzie sociali e ambientali. Per questo motivo, hanno chiesto ancora una volta la progettazione di una pianificazione energetica a fini socio-ambientali, elaborata a partire dalla cittadinanza attiva, con l'obiettivo di far prevalere l'interesse pubblico su quello privato e considerando l'energia come bene fondamentale per la società. 
 

La denuncia al governo regionale della Galizia e allo Stato spagnolo per aver violato la legge democratica 

La lettura del manifesto si è conclusa con una denuncia alla Xunta e al Governo per aver promosso continue riforme legislative come misure d'emergenza e senza consultazione pubblica, con l'obiettivo di favorire i fornitori di energia e a scapito del taglio delle garanzie ambientali e della partecipazione democratica. 
I gruppi e i collettivi hanno ricordato che la giustizia ha già dichiarato illegali alcune sue modifiche normative, costringendo il governo galiziano a rettificare e rispettare le leggi in vigore. «Continueremo a dimostrare in tribunale che abbiamo ragione e cercheremo la responsabilità penale. Il sistema è corrotto» - hanno avvertito le piattaforme di chi è stato colpito dalle circostanze. Il coordinamento Eólica Así Non ha anche espresso l'intenzione di continuare a espandere questo grande movimento sociale e di mobilitare il paese per garantire che la Galizia abbia un modello energetico razionale, sostenibile e più giusto nei confronti del suo territorio e della sua gente. 
Infine l'attrice Isabel Risco e la narratrice Lois Pérez, hanno chiuso la protesta al grido di "Abbiamo un'alternativa, abbiamo un futuro!", "Energia da e per il popolo!”. Al termine, il gruppo “Cuarteto de Barbude” ha interpretato l'inno galiziano.
 

Galizia: in piazza contro un modello energetico predatorio

Lo scorso sabato, in occasione della Giornata dell'Ambiente, il Coordinamento Eólica Así Non ha riempito Piazza dell’Obradoiro, a Santiago de Compostela, con una grande manifestazione di singoli e di collettivi che rivendicavano un modello energetico alternativo per la Galizia, sotto lo slogan "Abbiamo un'alternativa! Per un'energia giusta e sostenibile. Per un'energia da e per il popolo”.  
 
Diverse migliaia di manifestanti, provenienti da tutta la Galizia, e più di 200 collettivi e gruppi ambientalisti, culturali, di quartiere, sindacali, comunali e politici, si sono uniti alla protesta a Santiago de Compostela per chiedere con forza al governo regionale e allo Stato spagnolo un'alternativa più giusta ed ecologica all'attuale modello predatorio e coloniale di transizione energetica, guidato dalle grandi multinazionali.
 
I membri del coordinamento Eólica Así Non, riuniti nel parco dell'Alameda di Compostela alle 12 - da dove è partita la marcia – affermavano che «questo è il momento di rompere con la logica capitalista di produzione e consumo di energia, basata sulla distruzione dell'ambiente, sul saccheggio delle risorse e sulla produzione intensiva e centralizzata di energia da parte di un oligopolio energetico che tiene prigioniera la società al servizio degli interessi privati». Hanno denunciato che questo modello predatorio, tipico del sistema di produzione di energia fossile, è ora destinato ad affermarsi come modello dominante nell'implementazione delle energie rinnovabili, mantenendo così il ruolo della Galizia come fornitore di energia a basso costo per soddisfare la domanda di altri non-territori produttori e iperconsumatori, sacrificando l’ambiente.

 
Le vittime dell’invasione eolica presentano un’alternativa

Il coordinamento ha completato la presentazione delle proprie affermazioni con la lettura del manifesto "Abbiamo un'alternativa!" in Piazza dell’Obradoiro, letto da alcuni rappresentanti di piattaforme locali e di settori che stanno soffrendo in modo più diretto e imminente la minaccia dell'attuale invasione eolica: ci sono in ballo più di 300 macro-progetti eolici per tutta la regione. Portavoce di gruppi - come la Piattaforma per la Difesa della Pesca e degli Ecosistemi Marini, l'Organizzazione Galiziana del bosco di quartiere, la Rete del patrimonio - e piattaforme locali per le persone colpite in aree specifiche - come Terra Chá, Val do Dubra e A Baña, Ortegal, Terras do Mandeo, Mondoñedo o Macizo Central a Ourense - hanno trattato i 9 principi su cui Eólica Así Non basa la sua proposta energetica.
 
Questa alternativa, concordata da un'ampia gamma di gruppi rappresentativi galiziani di diversi campi e preoccupazioni sociali, pone la protezione dell'ambiente alla base dell'attuale transizione ecologica, facendo appello al rigoroso rispetto delle normative ambientali e all'espansione degli spazi naturali protetti, sia sulla terraferma che in mare, dove la biodiversità e la pesca sono tutt'ora minacciate anche dalle mareggiate. I gruppi richiedono un modello energetico che rispetti il patrimonio culturale e non comprometta l’indipendenza alimentare della Galizia né l'approvvigionamento di generi alimentari di prima necessità per la popolazione in futuro. Reclamano inoltre l'indipendenza energetica dei galiziani e il diritto dei cittadini e della pubblica amministrazione a partecipare alla gestione diretta della domanda e alla produzione di elettricità con obiettivi di efficacia ambientale e sociale. Il manifesto "Abbiamo un'alternativa!" esorta a dare priorità al risparmio e all'efficienza energetica rispetto all'aumento della produzione, dato che la Galizia ha già raggiunto gli obiettivi di produzione elettrica rinnovabile comunitari e statali - che dovevano essere raggiunti entro il 2030 - ed esporta già circa il 30% dell'elettricità che produce. 
 Gli enti partecipanti alla manifestazione hanno ricordato che la pianificazione eolica della Galizia è obsoleta e che manca di garanzie sociali e ambientali. Per questo motivo, hanno chiesto ancora una volta la progettazione di una pianificazione energetica a fini socio-ambientali, elaborata a partire dalla cittadinanza attiva, con l'obiettivo di far prevalere l'interesse pubblico su quello privato e considerando l'energia come bene fondamentale per la società. 
 

La denuncia al governo regionale della Galizia e allo Stato spagnolo per aver violato la legge democratica 

La lettura del manifesto si è conclusa con una denuncia alla Xunta e al Governo per aver promosso continue riforme legislative come misure d'emergenza e senza consultazione pubblica, con l'obiettivo di favorire i fornitori di energia e a scapito del taglio delle garanzie ambientali e della partecipazione democratica. 
I gruppi e i collettivi hanno ricordato che la giustizia ha già dichiarato illegali alcune sue modifiche normative, costringendo il governo galiziano a rettificare e rispettare le leggi in vigore. «Continueremo a dimostrare in tribunale che abbiamo ragione e cercheremo la responsabilità penale. Il sistema è corrotto» - hanno avvertito le piattaforme di chi è stato colpito dalle circostanze. Il coordinamento Eólica Así Non ha anche espresso l'intenzione di continuare a espandere questo grande movimento sociale e di mobilitare il paese per garantire che la Galizia abbia un modello energetico razionale, sostenibile e più giusto nei confronti del suo territorio e della sua gente. 
Infine l'attrice Isabel Risco e la narratrice Lois Pérez, hanno chiuso la protesta al grido di "Abbiamo un'alternativa, abbiamo un futuro!", "Energia da e per il popolo!”. Al termine, il gruppo “Cuarteto de Barbude” ha interpretato l'inno galiziano.