TRINACRIA

Verso un nuovo referendum per la Scozia - Percorsi di indipendenza in Europa

Pubblichiamo l’intervento di Jordan Linden, membro dello Scottish National Party, alla conferenza internazionale “Percorsi di Indipendenza in Europa” svoltasi il 30 marzo presso L’Assemblea Regionale Siciliana.
Ancora grazie per questa gentile presentazione.
Inizio il mio intervento di questa sera ringraziandovi tutti per il caloroso benvenuto a Palermo e nella bellissima Sicilia.
Il mio viaggio a Palermo in realtà è cominciato il mese scorso, quando ho avuto il privilegio di trovarmi a Corti, in Corsica, dove ho avuto la possibilità di incontrare i membri di Trinacria. Con entrambi abbiamo condiviso le esperienze e i punti di vista politici. Io sono molto grato a loro di averli incontrati e sono molto grato anche per la loro amicizia. Un’amicizia che spero possa continuare e sviluppare nel tempo tra di noi come tra la Scozia e la Sicilia.

Per noi è veramente un privilegio unirci a voi in questa discussione sui movimenti per la libertà, per la democrazia e per l’indipendenza in Europa. Noi viviamo in questo momento in un mondo che sta drammaticamente cambiando dal punto di vista geopolitico. Mentre noi parliamo il mio pensiero va alla popolazione Ucraina, alla quale sono negati diritti e libertà.
 
 

Brexit e promesse disattese

Sono stato invitato per parlare dell’esperienza scozzese nel recente passato e, principalmente, rispetto a quello che ne riguarda il futuro. L’ultima volta che ho parlato del continente europeo ho sottolineato i punti di vista della Scozia sul progetto europeo. L’Europa non è perfetta, lo sappiamo.  Ma è sicuramente migliore del rapporto che abbiamo con il Regno Unito. Al di là di questo, e del fatto che il 62% dei votanti scozzesi si è espresso per rimanere nell'Unione Europea, siamo stati ignorati. Siamo stati forzosamente rimossi dall’Unione Europea dal governo conservatore di Boris Johnson. Una bugia che ci è stata raccontata durante il referendum del 2014 per l’indipendenza della Scozia è che se avessimo votato a favore avremmo perso il nostro posto in Europa. Ma la Scozia ha votato no e siamo comunque usciti dall’Europa.

E che cosa ci ha portato la Brexit? Un commercio in declino, una crescita economica che è scesa del 1.5%, la perdita di 200.000 posti di lavoro, un costo della vita in aumento, aumenti impressionanti dell’assicurazione nazionale e costi dell’energia alle stelle. Questo è ciò che è stato regalato alla Scozia dal governo conservatore dai tempi del referendum del 2020.

C’è una lunga lista di promesse che non sono state mantenute, ne dico alcune.
Ci avevano promesso che se avessimo votato no al referendum per l’indipendenza avrebbero costruito più navi in Scozia, si sarebbe sviluppata la cantieristica; dopo il no, questi progetti sono stati cancellati. Ci avrevano promesso che se avessimo votato no avrebbero dato più poteri alla nostra terra; non è successo – al contrario, questi poteri ci sono stati tolti. Ci avevano promesso anche maggiori investimenti in campo energetico per effettuare una transizione ecologica efficace; al contrario, questi progetti sono decaduti. Più e più volte, le promesse fatte al popolo da coloro che credono nell’Unione con il Regno Unito sono tutte state infrante.
 


Che cosa ci riserva il futuro?

Quali sono le scelte che abbiamo di fronte? Tutti noi qui presenti crediamo nella possibilità di autodeterminazione, della libertà e della liberazione, rivendichiamo il diritto di essere indipendenti e ad essere padroni delle nostre scelte sul futuro.
 
Noi crediamo nell’indipendenza come possibilità per un futuro migliore. La nostra alternativa all’indipendenza è continuare ad essere governati dai partiti di Westminster che non abbiamo votato e da un governo screditato guidato da un Ministro che non ha alcuna vergogna e alcuna morale. Per questa ragione in Scozia portiamo avanti la campagna per l’indipendenza.
 
Al popolo scozzese è stato chiesto di votare per un governo decentrato nel marzo del 2021. Non solo è stato eletto un governo dello Scottish National Party - che adesso governa insieme ai rappresentanti del partito dei Verdi – ma anche un Parlamento con la più grande maggioranza di sempre a favore di un referendum per l’indipendenza.
 
Dunque, in linea col mandato che ci ha dato il nostro popolo, il nostro lavoro per portare a termine un nuovo referendum va avanti. È fondamentale lavorare per ridare al nostro popolo nuovamente questa possibilità di scelta. Non funzioneranno le promesse dei conservatori e nessun falso amore e attenzione per la Scozia. Il popolo scozzese sceglierà di prendere il futuro nelle proprie mani invece di stare alla mercè del governo del Regno Unito. E noi in Scozia vediamo già che l’indipendenza sta diventando ormai l’obbiettivo per tutto il popolo scozzese, come viene fuori dai sondaggi di opinione. Possiamo quindi aspettarci che la voglia di indipendenza diventi la norma se noi riusciremo a stare al passo con chi ci ha dato questo mandato.
 
 

Le fondamenta per una nazione indipendente

Malgrado chi sostiene come la Scozia non riuscirà ad essere un Paese economicamente indipendente, noi riteniamo invece di avere delle fondamenta molto forti su cui costruire una Nazione indipendente. Da quando il partito nazionale scozzese è arrivato al potere, la produttività è aumentata di circa il 10%. Invece, secondo il Regno Unito non c’è stata alcuna crescita. Il PIL pro capite e il reddito nazionale scozzese sono simili a quelli del Regno Unito. E anche senza il petrolio, il nostro PIL pro-capite sarebbe più alto di quello medio nel Regno Unito se solo non tenessimo conto della città di Londra.
 
Noi abbiamo numerose risorse naturali, una delle forze lavoro più istruite d’Europa, una solida reputazione nel campo dell’innovazione e un marchio nazionale riconosciuto internazionalmente. Siamo leader delle industrie chiave del futuro - per esempio solamente il settore tecnologico e ingegneristico contribuiscono per 14 miliardi all’economia scozzese. Le esportazioni alimentari in Scozia hanno raggiunto cifre da record - fino a 5.5 miliardi soltanto l’anno scorso, e continuano a crescere.
 
Molto spesso coloro che si oppongono all’indipendenza portano avanti il tema del petrolio. Nelle ultime cinque decadi la produzione di petrolio dal Mare del Nord ha dato vita a un’industria che ha generato oltre 330 miliardi di entrate. Il governo del Regno Unito non ha conservato per noi nemmeno una di queste sterline. Basta confrontare questo dato con la Norvegia, che ha costituito un fondo sovrano sul petrolio valutato attorno ai 900 miliardi di dollari. Il Mare del Nord ha ancora un potenziale enorme – si potrebbero estrarre milioni di barili. È un’industria molto importante oggi e per agli anni a venire, ma abbiamo bisogno di bilanciarla con l’obbiettivo di raggiungere Net Zero e la riduzione del carbone, di preservare il nostro pianeta attraverso una transizione giusta per un futuro più verde.
 
 

Un nuovo referendum

Credo di avere dimostrato che la Scozia ha le risorse necessarie per diventare indipendente e ho anche mostrato che questo mandato ci è stato assegnato dal popolo. Ma la domanda a questo punto è: siamo nella condizione di realizzarlo? E la risposta è sì. Ci sono molte narrazioni sulla Scozia messe in giro dai media conservatori e dai partiti unionisti che descrivono lo Scottish National Party come incompetente e non in grado di portare avanti un paese che non potrà mai essere indipendente. Queste dicerie non sono basate sui fatti.
Vi elenco alcuni segni della capacità del SNP. Sotto il nostro governo, gli ospedali scozzesi e i pronto soccorso sono diventati i più performanti di tutto il Regno Unito. Dopo aver preso il potere nel 2007 abbiamo innalzato i livelli di qualità della vita di un terzo, speso milioni per ridurre il dislivello economico tra la popolazione, costruito strutture di alta qualità per l’infanzia, permettendo ad ogni famiglia di risparmiare più di 2.500 pound per ogni figlio all’anno, e tolto le tasse a 100mila attività industriali per aiutarle a crescere. E la lista potrebbe andare ancora avanti e avanti.

Ciò che sto cercando di dimostrarvi è che noi abbiamo raggiunto degli enormi successi non perchè siamo parte del Regno Unito, ma malgrado questo.
Per contrastare l’indipendenza della Scozia si tacciono le cose molto buone che sono state fatte ma, come dicevo, noi abbiamo le risorse, la bontà e l’abilità per andare avanti.
 
Posso condividere con voi che è stata recentemente approvata una legge su un nuovo referendum per l’indipendenza.
La legge per il referendum d'indipendenza scozzese contiene alcuni punti chiave che ci porteranno al voto:
- Un cronoprogramma per il referendum
- Una domanda08 semplice da rivolgere alla popolazione: «Vuoi che la Scozia sia un Paese indipendente?»
- Un nuovo elettorato, che includerà tutti quelli che abitano in Scozia, a prescindere dalla nazionalità, e che includerà i maggiori di 16 anni.
 
 

Nessuno bloccherà il nostro cammino

Non c’è alcuna giustificazione democratica per bloccare il nostro referendum. Nessuno può negare alla Scozia il diritto di scegliere. La Scozia è un Paese sovrano entrato nell’Act of Union centinaia di anni fa, e con il diritto di potersi separare se così avesse voluto il popolo.
Gli unionisti, Boris Johnson, i conservatori e l’élite di Westminster proveranno a fermarci dall’esercitare il nostro diritto. Ma se ci sarà data la possibilità di scegliere, sceglieremo per l’indipendenza. Non sarà bloccato il nostro cammino. Il governo Tory, quanto più bloccherà il nostro cammino, tanto più dimostrerà che l’Unione non è un’unione di eguali, così come ci hanno detto nel 2014.

Spero di avervi dato un quadro abbastanza chiaro della situazione della Scozia. Sappiate che il popolo scozzese ne ha avuto abbastanza e vuole cambiare.
La popolazione scozzese sceglierà il suo futuro con un nuovo referendum, spero nel 2023.
Il futuro della Scozia non è nelle mani di Boris Johnson, né del governo Tory ma nelle mani degli scozzesi.
In una Scozia indipendente noi saremo sempre governati da chi abbiamo votato. In una Scozia indipendente Westminster non potrà mai svendere il nostro prezioso sistema sanitario nazionale gratuito o le nostre industrie chiave. In una Scozia indipendente noi saremo un faro di eguaglianza e di equità per tutta quanta l’Europa.
 
È ora che la Scozia diventi indipendente e si unisca alla famiglia delle nazioni in tutto il mondo, delle nazioni eguali, indipendenti e progressiste. La Scozia diventerà un Paese indipendente e saremo un punto di riferimento per tutti coloro che lottano per il proprio diritto all’indipendenza.

Grazie per aver ascoltato e grazie per la vostra amicizia. La Scozia rappresenta la libertà, il diritto all’autodeterminazione.
Solidarietà a tutti voi.

Verso un nuovo referendum per la Scozia - Percorsi di indipendenza in Europa

Pubblichiamo l’intervento di Jordan Linden, membro dello Scottish National Party, alla conferenza internazionale “Percorsi di Indipendenza in Europa” svoltasi il 30 marzo presso L’Assemblea Regionale Siciliana.
Ancora grazie per questa gentile presentazione.
Inizio il mio intervento di questa sera ringraziandovi tutti per il caloroso benvenuto a Palermo e nella bellissima Sicilia.
Il mio viaggio a Palermo in realtà è cominciato il mese scorso, quando ho avuto il privilegio di trovarmi a Corti, in Corsica, dove ho avuto la possibilità di incontrare i membri di Trinacria. Con entrambi abbiamo condiviso le esperienze e i punti di vista politici. Io sono molto grato a loro di averli incontrati e sono molto grato anche per la loro amicizia. Un’amicizia che spero possa continuare e sviluppare nel tempo tra di noi come tra la Scozia e la Sicilia.

Per noi è veramente un privilegio unirci a voi in questa discussione sui movimenti per la libertà, per la democrazia e per l’indipendenza in Europa. Noi viviamo in questo momento in un mondo che sta drammaticamente cambiando dal punto di vista geopolitico. Mentre noi parliamo il mio pensiero va alla popolazione Ucraina, alla quale sono negati diritti e libertà.
 
 

Brexit e promesse disattese

Sono stato invitato per parlare dell’esperienza scozzese nel recente passato e, principalmente, rispetto a quello che ne riguarda il futuro. L’ultima volta che ho parlato del continente europeo ho sottolineato i punti di vista della Scozia sul progetto europeo. L’Europa non è perfetta, lo sappiamo.  Ma è sicuramente migliore del rapporto che abbiamo con il Regno Unito. Al di là di questo, e del fatto che il 62% dei votanti scozzesi si è espresso per rimanere nell'Unione Europea, siamo stati ignorati. Siamo stati forzosamente rimossi dall’Unione Europea dal governo conservatore di Boris Johnson. Una bugia che ci è stata raccontata durante il referendum del 2014 per l’indipendenza della Scozia è che se avessimo votato a favore avremmo perso il nostro posto in Europa. Ma la Scozia ha votato no e siamo comunque usciti dall’Europa.

E che cosa ci ha portato la Brexit? Un commercio in declino, una crescita economica che è scesa del 1.5%, la perdita di 200.000 posti di lavoro, un costo della vita in aumento, aumenti impressionanti dell’assicurazione nazionale e costi dell’energia alle stelle. Questo è ciò che è stato regalato alla Scozia dal governo conservatore dai tempi del referendum del 2020.

C’è una lunga lista di promesse che non sono state mantenute, ne dico alcune.
Ci avevano promesso che se avessimo votato no al referendum per l’indipendenza avrebbero costruito più navi in Scozia, si sarebbe sviluppata la cantieristica; dopo il no, questi progetti sono stati cancellati. Ci avrevano promesso che se avessimo votato no avrebbero dato più poteri alla nostra terra; non è successo – al contrario, questi poteri ci sono stati tolti. Ci avevano promesso anche maggiori investimenti in campo energetico per effettuare una transizione ecologica efficace; al contrario, questi progetti sono decaduti. Più e più volte, le promesse fatte al popolo da coloro che credono nell’Unione con il Regno Unito sono tutte state infrante.
 


Che cosa ci riserva il futuro?

Quali sono le scelte che abbiamo di fronte? Tutti noi qui presenti crediamo nella possibilità di autodeterminazione, della libertà e della liberazione, rivendichiamo il diritto di essere indipendenti e ad essere padroni delle nostre scelte sul futuro.
 
Noi crediamo nell’indipendenza come possibilità per un futuro migliore. La nostra alternativa all’indipendenza è continuare ad essere governati dai partiti di Westminster che non abbiamo votato e da un governo screditato guidato da un Ministro che non ha alcuna vergogna e alcuna morale. Per questa ragione in Scozia portiamo avanti la campagna per l’indipendenza.
 
Al popolo scozzese è stato chiesto di votare per un governo decentrato nel marzo del 2021. Non solo è stato eletto un governo dello Scottish National Party - che adesso governa insieme ai rappresentanti del partito dei Verdi – ma anche un Parlamento con la più grande maggioranza di sempre a favore di un referendum per l’indipendenza.
 
Dunque, in linea col mandato che ci ha dato il nostro popolo, il nostro lavoro per portare a termine un nuovo referendum va avanti. È fondamentale lavorare per ridare al nostro popolo nuovamente questa possibilità di scelta. Non funzioneranno le promesse dei conservatori e nessun falso amore e attenzione per la Scozia. Il popolo scozzese sceglierà di prendere il futuro nelle proprie mani invece di stare alla mercè del governo del Regno Unito. E noi in Scozia vediamo già che l’indipendenza sta diventando ormai l’obbiettivo per tutto il popolo scozzese, come viene fuori dai sondaggi di opinione. Possiamo quindi aspettarci che la voglia di indipendenza diventi la norma se noi riusciremo a stare al passo con chi ci ha dato questo mandato.
 
 

Le fondamenta per una nazione indipendente

Malgrado chi sostiene come la Scozia non riuscirà ad essere un Paese economicamente indipendente, noi riteniamo invece di avere delle fondamenta molto forti su cui costruire una Nazione indipendente. Da quando il partito nazionale scozzese è arrivato al potere, la produttività è aumentata di circa il 10%. Invece, secondo il Regno Unito non c’è stata alcuna crescita. Il PIL pro capite e il reddito nazionale scozzese sono simili a quelli del Regno Unito. E anche senza il petrolio, il nostro PIL pro-capite sarebbe più alto di quello medio nel Regno Unito se solo non tenessimo conto della città di Londra.
 
Noi abbiamo numerose risorse naturali, una delle forze lavoro più istruite d’Europa, una solida reputazione nel campo dell’innovazione e un marchio nazionale riconosciuto internazionalmente. Siamo leader delle industrie chiave del futuro - per esempio solamente il settore tecnologico e ingegneristico contribuiscono per 14 miliardi all’economia scozzese. Le esportazioni alimentari in Scozia hanno raggiunto cifre da record - fino a 5.5 miliardi soltanto l’anno scorso, e continuano a crescere.
 
Molto spesso coloro che si oppongono all’indipendenza portano avanti il tema del petrolio. Nelle ultime cinque decadi la produzione di petrolio dal Mare del Nord ha dato vita a un’industria che ha generato oltre 330 miliardi di entrate. Il governo del Regno Unito non ha conservato per noi nemmeno una di queste sterline. Basta confrontare questo dato con la Norvegia, che ha costituito un fondo sovrano sul petrolio valutato attorno ai 900 miliardi di dollari. Il Mare del Nord ha ancora un potenziale enorme – si potrebbero estrarre milioni di barili. È un’industria molto importante oggi e per agli anni a venire, ma abbiamo bisogno di bilanciarla con l’obbiettivo di raggiungere Net Zero e la riduzione del carbone, di preservare il nostro pianeta attraverso una transizione giusta per un futuro più verde.
 
 

Un nuovo referendum

Credo di avere dimostrato che la Scozia ha le risorse necessarie per diventare indipendente e ho anche mostrato che questo mandato ci è stato assegnato dal popolo. Ma la domanda a questo punto è: siamo nella condizione di realizzarlo? E la risposta è sì. Ci sono molte narrazioni sulla Scozia messe in giro dai media conservatori e dai partiti unionisti che descrivono lo Scottish National Party come incompetente e non in grado di portare avanti un paese che non potrà mai essere indipendente. Queste dicerie non sono basate sui fatti.
Vi elenco alcuni segni della capacità del SNP. Sotto il nostro governo, gli ospedali scozzesi e i pronto soccorso sono diventati i più performanti di tutto il Regno Unito. Dopo aver preso il potere nel 2007 abbiamo innalzato i livelli di qualità della vita di un terzo, speso milioni per ridurre il dislivello economico tra la popolazione, costruito strutture di alta qualità per l’infanzia, permettendo ad ogni famiglia di risparmiare più di 2.500 pound per ogni figlio all’anno, e tolto le tasse a 100mila attività industriali per aiutarle a crescere. E la lista potrebbe andare ancora avanti e avanti.

Ciò che sto cercando di dimostrarvi è che noi abbiamo raggiunto degli enormi successi non perchè siamo parte del Regno Unito, ma malgrado questo.
Per contrastare l’indipendenza della Scozia si tacciono le cose molto buone che sono state fatte ma, come dicevo, noi abbiamo le risorse, la bontà e l’abilità per andare avanti.
 
Posso condividere con voi che è stata recentemente approvata una legge su un nuovo referendum per l’indipendenza.
La legge per il referendum d'indipendenza scozzese contiene alcuni punti chiave che ci porteranno al voto:
- Un cronoprogramma per il referendum
- Una domanda08 semplice da rivolgere alla popolazione: «Vuoi che la Scozia sia un Paese indipendente?»
- Un nuovo elettorato, che includerà tutti quelli che abitano in Scozia, a prescindere dalla nazionalità, e che includerà i maggiori di 16 anni.
 
 

Nessuno bloccherà il nostro cammino

Non c’è alcuna giustificazione democratica per bloccare il nostro referendum. Nessuno può negare alla Scozia il diritto di scegliere. La Scozia è un Paese sovrano entrato nell’Act of Union centinaia di anni fa, e con il diritto di potersi separare se così avesse voluto il popolo.
Gli unionisti, Boris Johnson, i conservatori e l’élite di Westminster proveranno a fermarci dall’esercitare il nostro diritto. Ma se ci sarà data la possibilità di scegliere, sceglieremo per l’indipendenza. Non sarà bloccato il nostro cammino. Il governo Tory, quanto più bloccherà il nostro cammino, tanto più dimostrerà che l’Unione non è un’unione di eguali, così come ci hanno detto nel 2014.

Spero di avervi dato un quadro abbastanza chiaro della situazione della Scozia. Sappiate che il popolo scozzese ne ha avuto abbastanza e vuole cambiare.
La popolazione scozzese sceglierà il suo futuro con un nuovo referendum, spero nel 2023.
Il futuro della Scozia non è nelle mani di Boris Johnson, né del governo Tory ma nelle mani degli scozzesi.
In una Scozia indipendente noi saremo sempre governati da chi abbiamo votato. In una Scozia indipendente Westminster non potrà mai svendere il nostro prezioso sistema sanitario nazionale gratuito o le nostre industrie chiave. In una Scozia indipendente noi saremo un faro di eguaglianza e di equità per tutta quanta l’Europa.
 
È ora che la Scozia diventi indipendente e si unisca alla famiglia delle nazioni in tutto il mondo, delle nazioni eguali, indipendenti e progressiste. La Scozia diventerà un Paese indipendente e saremo un punto di riferimento per tutti coloro che lottano per il proprio diritto all’indipendenza.

Grazie per aver ascoltato e grazie per la vostra amicizia. La Scozia rappresenta la libertà, il diritto all’autodeterminazione.
Solidarietà a tutti voi.

Verso un nuovo referendum per la Scozia - Percorsi di indipendenza in Europa

Pubblichiamo l’intervento di Jordan Linden, membro dello Scottish National Party, alla conferenza internazionale “Percorsi di Indipendenza in Europa” svoltasi il 30 marzo presso L’Assemblea Regionale Siciliana.
Ancora grazie per questa gentile presentazione.
Inizio il mio intervento di questa sera ringraziandovi tutti per il caloroso benvenuto a Palermo e nella bellissima Sicilia.
Il mio viaggio a Palermo in realtà è cominciato il mese scorso, quando ho avuto il privilegio di trovarmi a Corti, in Corsica, dove ho avuto la possibilità di incontrare i membri di Trinacria. Con entrambi abbiamo condiviso le esperienze e i punti di vista politici. Io sono molto grato a loro di averli incontrati e sono molto grato anche per la loro amicizia. Un’amicizia che spero possa continuare e sviluppare nel tempo tra di noi come tra la Scozia e la Sicilia.

Per noi è veramente un privilegio unirci a voi in questa discussione sui movimenti per la libertà, per la democrazia e per l’indipendenza in Europa. Noi viviamo in questo momento in un mondo che sta drammaticamente cambiando dal punto di vista geopolitico. Mentre noi parliamo il mio pensiero va alla popolazione Ucraina, alla quale sono negati diritti e libertà.
 
 

Brexit e promesse disattese

Sono stato invitato per parlare dell’esperienza scozzese nel recente passato e, principalmente, rispetto a quello che ne riguarda il futuro. L’ultima volta che ho parlato del continente europeo ho sottolineato i punti di vista della Scozia sul progetto europeo. L’Europa non è perfetta, lo sappiamo.  Ma è sicuramente migliore del rapporto che abbiamo con il Regno Unito. Al di là di questo, e del fatto che il 62% dei votanti scozzesi si è espresso per rimanere nell'Unione Europea, siamo stati ignorati. Siamo stati forzosamente rimossi dall’Unione Europea dal governo conservatore di Boris Johnson. Una bugia che ci è stata raccontata durante il referendum del 2014 per l’indipendenza della Scozia è che se avessimo votato a favore avremmo perso il nostro posto in Europa. Ma la Scozia ha votato no e siamo comunque usciti dall’Europa.

E che cosa ci ha portato la Brexit? Un commercio in declino, una crescita economica che è scesa del 1.5%, la perdita di 200.000 posti di lavoro, un costo della vita in aumento, aumenti impressionanti dell’assicurazione nazionale e costi dell’energia alle stelle. Questo è ciò che è stato regalato alla Scozia dal governo conservatore dai tempi del referendum del 2020.

C’è una lunga lista di promesse che non sono state mantenute, ne dico alcune.
Ci avevano promesso che se avessimo votato no al referendum per l’indipendenza avrebbero costruito più navi in Scozia, si sarebbe sviluppata la cantieristica; dopo il no, questi progetti sono stati cancellati. Ci avrevano promesso che se avessimo votato no avrebbero dato più poteri alla nostra terra; non è successo – al contrario, questi poteri ci sono stati tolti. Ci avevano promesso anche maggiori investimenti in campo energetico per effettuare una transizione ecologica efficace; al contrario, questi progetti sono decaduti. Più e più volte, le promesse fatte al popolo da coloro che credono nell’Unione con il Regno Unito sono tutte state infrante.
 


Che cosa ci riserva il futuro?

Quali sono le scelte che abbiamo di fronte? Tutti noi qui presenti crediamo nella possibilità di autodeterminazione, della libertà e della liberazione, rivendichiamo il diritto di essere indipendenti e ad essere padroni delle nostre scelte sul futuro.
 
Noi crediamo nell’indipendenza come possibilità per un futuro migliore. La nostra alternativa all’indipendenza è continuare ad essere governati dai partiti di Westminster che non abbiamo votato e da un governo screditato guidato da un Ministro che non ha alcuna vergogna e alcuna morale. Per questa ragione in Scozia portiamo avanti la campagna per l’indipendenza.
 
Al popolo scozzese è stato chiesto di votare per un governo decentrato nel marzo del 2021. Non solo è stato eletto un governo dello Scottish National Party - che adesso governa insieme ai rappresentanti del partito dei Verdi – ma anche un Parlamento con la più grande maggioranza di sempre a favore di un referendum per l’indipendenza.
 
Dunque, in linea col mandato che ci ha dato il nostro popolo, il nostro lavoro per portare a termine un nuovo referendum va avanti. È fondamentale lavorare per ridare al nostro popolo nuovamente questa possibilità di scelta. Non funzioneranno le promesse dei conservatori e nessun falso amore e attenzione per la Scozia. Il popolo scozzese sceglierà di prendere il futuro nelle proprie mani invece di stare alla mercè del governo del Regno Unito. E noi in Scozia vediamo già che l’indipendenza sta diventando ormai l’obbiettivo per tutto il popolo scozzese, come viene fuori dai sondaggi di opinione. Possiamo quindi aspettarci che la voglia di indipendenza diventi la norma se noi riusciremo a stare al passo con chi ci ha dato questo mandato.
 
 

Le fondamenta per una nazione indipendente

Malgrado chi sostiene come la Scozia non riuscirà ad essere un Paese economicamente indipendente, noi riteniamo invece di avere delle fondamenta molto forti su cui costruire una Nazione indipendente. Da quando il partito nazionale scozzese è arrivato al potere, la produttività è aumentata di circa il 10%. Invece, secondo il Regno Unito non c’è stata alcuna crescita. Il PIL pro capite e il reddito nazionale scozzese sono simili a quelli del Regno Unito. E anche senza il petrolio, il nostro PIL pro-capite sarebbe più alto di quello medio nel Regno Unito se solo non tenessimo conto della città di Londra.
 
Noi abbiamo numerose risorse naturali, una delle forze lavoro più istruite d’Europa, una solida reputazione nel campo dell’innovazione e un marchio nazionale riconosciuto internazionalmente. Siamo leader delle industrie chiave del futuro - per esempio solamente il settore tecnologico e ingegneristico contribuiscono per 14 miliardi all’economia scozzese. Le esportazioni alimentari in Scozia hanno raggiunto cifre da record - fino a 5.5 miliardi soltanto l’anno scorso, e continuano a crescere.
 
Molto spesso coloro che si oppongono all’indipendenza portano avanti il tema del petrolio. Nelle ultime cinque decadi la produzione di petrolio dal Mare del Nord ha dato vita a un’industria che ha generato oltre 330 miliardi di entrate. Il governo del Regno Unito non ha conservato per noi nemmeno una di queste sterline. Basta confrontare questo dato con la Norvegia, che ha costituito un fondo sovrano sul petrolio valutato attorno ai 900 miliardi di dollari. Il Mare del Nord ha ancora un potenziale enorme – si potrebbero estrarre milioni di barili. È un’industria molto importante oggi e per agli anni a venire, ma abbiamo bisogno di bilanciarla con l’obbiettivo di raggiungere Net Zero e la riduzione del carbone, di preservare il nostro pianeta attraverso una transizione giusta per un futuro più verde.
 
 

Un nuovo referendum

Credo di avere dimostrato che la Scozia ha le risorse necessarie per diventare indipendente e ho anche mostrato che questo mandato ci è stato assegnato dal popolo. Ma la domanda a questo punto è: siamo nella condizione di realizzarlo? E la risposta è sì. Ci sono molte narrazioni sulla Scozia messe in giro dai media conservatori e dai partiti unionisti che descrivono lo Scottish National Party come incompetente e non in grado di portare avanti un paese che non potrà mai essere indipendente. Queste dicerie non sono basate sui fatti.
Vi elenco alcuni segni della capacità del SNP. Sotto il nostro governo, gli ospedali scozzesi e i pronto soccorso sono diventati i più performanti di tutto il Regno Unito. Dopo aver preso il potere nel 2007 abbiamo innalzato i livelli di qualità della vita di un terzo, speso milioni per ridurre il dislivello economico tra la popolazione, costruito strutture di alta qualità per l’infanzia, permettendo ad ogni famiglia di risparmiare più di 2.500 pound per ogni figlio all’anno, e tolto le tasse a 100mila attività industriali per aiutarle a crescere. E la lista potrebbe andare ancora avanti e avanti.

Ciò che sto cercando di dimostrarvi è che noi abbiamo raggiunto degli enormi successi non perchè siamo parte del Regno Unito, ma malgrado questo.
Per contrastare l’indipendenza della Scozia si tacciono le cose molto buone che sono state fatte ma, come dicevo, noi abbiamo le risorse, la bontà e l’abilità per andare avanti.
 
Posso condividere con voi che è stata recentemente approvata una legge su un nuovo referendum per l’indipendenza.
La legge per il referendum d'indipendenza scozzese contiene alcuni punti chiave che ci porteranno al voto:
- Un cronoprogramma per il referendum
- Una domanda08 semplice da rivolgere alla popolazione: «Vuoi che la Scozia sia un Paese indipendente?»
- Un nuovo elettorato, che includerà tutti quelli che abitano in Scozia, a prescindere dalla nazionalità, e che includerà i maggiori di 16 anni.
 
 

Nessuno bloccherà il nostro cammino

Non c’è alcuna giustificazione democratica per bloccare il nostro referendum. Nessuno può negare alla Scozia il diritto di scegliere. La Scozia è un Paese sovrano entrato nell’Act of Union centinaia di anni fa, e con il diritto di potersi separare se così avesse voluto il popolo.
Gli unionisti, Boris Johnson, i conservatori e l’élite di Westminster proveranno a fermarci dall’esercitare il nostro diritto. Ma se ci sarà data la possibilità di scegliere, sceglieremo per l’indipendenza. Non sarà bloccato il nostro cammino. Il governo Tory, quanto più bloccherà il nostro cammino, tanto più dimostrerà che l’Unione non è un’unione di eguali, così come ci hanno detto nel 2014.

Spero di avervi dato un quadro abbastanza chiaro della situazione della Scozia. Sappiate che il popolo scozzese ne ha avuto abbastanza e vuole cambiare.
La popolazione scozzese sceglierà il suo futuro con un nuovo referendum, spero nel 2023.
Il futuro della Scozia non è nelle mani di Boris Johnson, né del governo Tory ma nelle mani degli scozzesi.
In una Scozia indipendente noi saremo sempre governati da chi abbiamo votato. In una Scozia indipendente Westminster non potrà mai svendere il nostro prezioso sistema sanitario nazionale gratuito o le nostre industrie chiave. In una Scozia indipendente noi saremo un faro di eguaglianza e di equità per tutta quanta l’Europa.
 
È ora che la Scozia diventi indipendente e si unisca alla famiglia delle nazioni in tutto il mondo, delle nazioni eguali, indipendenti e progressiste. La Scozia diventerà un Paese indipendente e saremo un punto di riferimento per tutti coloro che lottano per il proprio diritto all’indipendenza.

Grazie per aver ascoltato e grazie per la vostra amicizia. La Scozia rappresenta la libertà, il diritto all’autodeterminazione.
Solidarietà a tutti voi.