• Sciacca, in migliaia in piazza a difesa dell’Ospedale

    Sciacca, in migliaia in piazza a difesa dell’Ospedale

    Questa mattina migliaia di persone si sono riversate per le strade di Sciacca per il corteo popolare in difesa dell’ospedale Giovanni Paolo II, principale punto di riferimento per tutti gli abitanti della città e dei paesi limitrofi.

    Tra medici pendolari e macchinari che non si reggono in piedi 

    Le ragioni della protesta affondano le proprie radici nelle numerose criticità che affliggono la struttura, riconosciuta sulla carta come DEA di primo livello nel 2019, ma mai resa operativa, perché non sono mai stati reclutati i neurologi necessari per attivare la ‘Stroke unit’ per la cura degli ictus cerebrali.

    L’ospedale di Sciacca è attanagliato dalla carenza di personale diffusa in quasi tutti i reparti, come in quello di oncologia, in cui è rimasto soltanto un medico in servizio, sebbene la pianta organica ne preveda quattro, e in quelli di Medicina Interna, Chirurgia Generale e Pediatria. 

    Come se non bastasse, i medici dell’ospedale di Sciacca sono costretti a fare i pendolari, spostandosi continuamente da e verso gli ospedali di Canicattì e Licata per colmare le lacune degli altri centri sanitari. 

    A questo si somma l’assenza di strutture adeguate, che non possono essere rimesse a nuovo per l’assenza di fondi. Ne è un esempio l’unica sala di Emodinamica disponibile nel reparto di cardiologia, vittima di continui problemi tecnici che, di fatto, rendono impossibile usare l’unico angiografo presente, rendendo impossibile effettuare le coronarografie.

    Leonardo Ciaccio, Vicesindaco di Sambuca di Sicilia, uno dei Comuni facenti parte del bacino di utenza del nosocomio, ha dichiarato che «È necessario scendere in piazza per l’insensibilità nei confronti della situazione dell’ospedale di Sciacca da parte della politica regionale».

    Gli fanno eco le parole di Calogera Piazza, del Tribunale per i diritti del malato della sezione di Sciacca, che ha affermato di «essere in piazza per difendere la sanità pubblica che è in grave pericolo».

    Lottare contro lo smantellamento della sanità siciliana 

    Le politiche della classe dirigente in materia di sanità sono finalizzate allo smantellamento del settore pubblico, dei presidi sanitari locali, in favore di poche, grandi strutture private. I cittadini di Sciacca e dei comuni vicini stanno dimostrando di non essere disposti ad accettare la distruzione del proprio ospedale per favorire i privati, rivendicando il diritto ad una sanità pubblica, efficiente e capillarmente diffusa in tutta la Sicilia.

    La situazione dell’ospedale di Sciacca, d’altronde, è analoga a quella che stanno vivendo altri presidi sanitari della Sicilia, come l’ospedale Madonna dell’Alto di Petralia Sottana, l’ultimo rimasto nelle Madonie, a difesa del quale domani, sabato 11 novembre, si terrà un’altra manifestazione.


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