• Ex Percettori di RdC in presidio sotto la Regione: «solo 40 offerte di lavoro sulla piattaforma; come dovremmo campare?»

    Ex Percettori di RdC in presidio sotto la Regione: «solo 40 offerte di lavoro sulla piattaforma; come dovremmo campare?»

    Questa mattina (27 febbraio) i disoccupati ex percettori di Reddito di Cittadinanza sono tornati in piazza per chiedere «lavoro, rispetto e dignità», come recita lo striscione che hanno esposto sotto la Regione. A partecipare tanti percettori che, negli scorsi mesi, sono scesi in piazza a più riprese per rivendicare il mantenimento del reddito o l’assegnazione di un lavoro dignitoso e che, ad oggi, si ritrovano senza prospettive.

    «La nuova misura che ha sostituito il Reddito di Cittadinanza – afferma Davide Grasso dell’Associazione Basta Volerlo -, il Sostegno Formazione e Lavoro, si è rivelata un disastro: i disoccupati hanno percepito la misura per un solo mese perché i corsi di formazione non sono mai partiti, mentre dal punto di vista occupazionale non è cambiato nulla. Questa mattina le offerte di lavoro sulla piattaforma Siisl erano solo 40 per tutta la Sicilia e i percettori di RdC, fino al 31 luglio 2023, erano 480mila nell’isola».

    Dall’abolizione del Reddito di Cittadinanza la platea dei percettori si è divisa tra i cosiddetti “non occupabili”, che oggi percepiscono l’Assegno di Inclusione, e chi dovrebbe avere accesso al Sostegno Formazione e Lavoro (di fanno ancora inattivo).

    «Qui ci sono famiglie – afferma Tony Guarino dell’Unione Globale dei Siciliani – che non riescono ad arrivare a fine mese, pensionati a cui è stato tolto il reddito che pagano l’affitto, padri e madri di famiglia che non riescono né a seguire i corsi né a lavorare. In Sicilia non c’è lavoro e lo Stato non ci aiuta. Altro che Assegno di Inclusione, serve istituire un assegno di dignità finché non sarà garantito lavoro per tutti!».

    I manifestanti hanno infine ottenuto un incontro a Palazzo d’Orleans, dove una delegazione è salita per essere ricevuta da Ettore Foti, dirigente generale del Dipartimento Lavoro, ricevere novità in merito allo sblocco della loro situazione, che va avanti ormai da luglio 2023.

    «Serve protestare – afferma Giorgio Caruso di Trinacria – anche per i più giovani che in Sicilia non vedono un futuro. Il reddito medio qui è 14mila euro, nella provincia di Bolzano è 26mila euro. Perché i ragazzi dovrebbero scegliere di non emigrare? Il Reddito è stato un sostegno essenziale, va garantita l’assegnazione di misure di sostegno per tutti gli ex percettori, accompagnata a politiche attive che favoriscano l’occupazione, che in Sicilia è ferma al 46%».


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